Riaprono i Musei provinciali e la mostra "A Sud del Barocco"

Strianese: "Necessario rispettare normativa anti Covid con responsabilità e attenzione"

Redazione Irno24 27/04/2021 0

In attuazione del Decreto Legge n. 52 del 22 aprile 2021, del D.P.C.M. del 2 marzo 2021 e dell’Ordinanza del Ministero della Salute del 23 aprile 2021, da oggi 27 aprile, la Provincia di Salerno riapre al pubblico i propri Musei a cui sarà possibile accedere regolarmente durante la settimana negli orari e giorni abituali.

"Riapriamo alla cultura - afferma il Presidente Strianese - e vi aspettiamo nei nostri Musei e nelle nostre Biblioteche con il consueto spirito di collaborazione. Sono convinto che il nostro patrimonio culturale ci guiderà in questo complesso momento di ripartenza. Siamo una provincia che vive di turismo e la promozione dei nostri territori, dei nostri beni culturali, sono un volano fondamentale per la ripresa. Ma è necessario rispettare la normativa anti Covid con responsabilità e attenzione.

In merito alla mostra 'A sud del Barocco', attualmente in corso presso la nostra Pinacoteca provinciale, contiamo di prolungarne la durata. Rimarrà aperta durante il mese di maggio e al più presto verrà comunicata una nuova data di chiusura".

Vengono confermati anche i servizi al pubblico delle Biblioteche Provinciali, con le modalità precisate nell'allegato 1 "Accesso e Servizi". Mentre l’accesso al pubblico dei musei provinciali e delle mostre, nei giorni di sabato, domenica ed eventuali giorni festivi di apertura straordinaria, sarà consentita solo su prenotazione (Allegato 2).

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Redazione Irno24 09/09/2020

Alla Pinacoteca provinciale la mostra "Il viaggio - esperienza tra fantasia e realtà"

Venerdì 11 Settembre alle ore 11:30, presso la Pinacoteca provinciale di Salerno (Via Mercanti 63, ingresso piano terra), la Provincia di Salerno organizza la conferenza stampa di presentazione della mostra “Il viaggio: esperienza tra fantasia e realtà” a cura di Valeriano Venneri e Gaetano Romano. Sono presenti il Presidente della Provincia di Salerno, Michele Strianese, il Consigliere provinciale alla Cultura, Beni Culturali e Turismo, Paky Memoli, e il Dirigente del Settore Pianificazione Strategica e Sistemi Culturali, Ciro Castaldo.

“La mostra espone le opere di quattro artisti – dichiara Strianese - due sono campani, Enzo Trepiccione e Vittorio Vanacore, e due sono spagnoli, Xavi Ferragut e Salvador Torres. Ognuno di loro ha approfondito un tema, il viaggio, ma anche un luogo, il Mediterraneo. Itinerari onirici e di poesia si mescolano a percorsi d’avventura e di studio introspettivo, tutto coniugato dal comune denominatore dell’arte. Il luogo ideale del viaggio immaginato dagli artisti è il Mediterraneo, culla di culture e civiltà che hanno lascito nei nostri territori, in particolare nella nostra provincia, immensi patrimoni.

La mostra sarà aperta al pubblico dall’11 Settembre al 4 Ottobre, dalle ore 9.00 alle 19.15, tutti i giorni escluso il lunedì. L’ingresso avverrà nel rispetto delle misure anti-Covid previste dalla normativa vigente.

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Annamaria Parlato 22/03/2020

Il raffinato naturalismo di Guarini, l’artista nato a Solofra e morto a Gravina

Felice Francesco Antonio Guarini da Solofra, e non Guarino come parecchi studiosi affermano, nacque nel 1611 da Giovan Tommaso Guarini e Giulia Vigilante nella frazione di Sant’Andrea Apostolo, secondogenito di sei figli.

La disputa del cognome è stata questione assai accesa fino a quando l’atto di nascita, l’iscrizione posta nel 1653 sull’altare dove è collocato il quadro della "Madonna di Costantinopoli" (Franciscus Guarini pinxit) in S. Andrea di Solofra, la lettera dedicatoria a Don Ferdinando Orsini, dove in calce è sottoscritto "Humilissimo servidore Francesco Guarini", il fatto che la dizione "Guarini" è data con insistenza nelle cronache locali e negli scritti a lui dedicati da studiosi della sua terra, l’Arciconfraternita dei Bianchi in Solofra, che nella Tabella dei Defunti ha scritto "Francesco Guarini Pittore insigne, morto il 13 luglio 1654", hanno confermato che sia appunto “Guarini”.

Francesco era figlio d’arte (il padre era conosciuto a livello locale come pittore e scultore ma la sua pittura rimase legata ai canononi tardo cinquecenteschi senza particolare enfasi), lasciò giovanissimo il luogo natio e frequentò fino al 1628 la bottega del pittore Massimo Stanzione a Napoli, collegata all’ambito caravaggesco. Gli agi e le ricchezze familiari (ereditate in particolare dal ramo materno) permisero al giovane Francesco di essere libero di agire e pensare nella Napoli della prima metà del Seicento, di apprendere la lectio di Ribera e Stanzione, di superare i limiti della bottega paterna.

La prima opera giovanile del 1634 per la parrocchia di Sant'Andrea Apostolo, la “Madonna del Rosario”, fu una collaborazione a quattro mani col padre, un dipinto in cui già si iniziava ad intravedere il talento del giovane Francesco e il suo esser vicino ad artisti come Filippo Vitale e Massimo Stanzione.

Nel 1636, Giovan Tommaso, ormai prossimo alla morte, lasciò la direzione della bottega al figlio che venticinquenne firmò poco dopo l’incarico per la realizzazione di ventuno tele “de pittura de novo testamento con certa altre istorie dell’Angioli o dell’Apocalisse” per il soffitto del transetto della Collegiata di S. Michele Arcangelo a Solofra (nella foto appena sotto), restaurate dalla Soprintendenza dopo il terremoto degli anni '80.

Cassettonato di Francesco Guarini del transetto della collegiata di San Michele, Solofra (AV)

Quest’incaricò già in parte intrapreso e portato a termine in momenti diversi, segnò la fama dell’artista che a pieno titolo può annoverarsi tra i migliori della seconda metà del Seicento assieme ai napoletani suoi contemporanei. Utilizzò gli insegnamenti ricevuti a Napoli per dare vita ad un linguaggio originale, unico, una reinterpretazione della pittura di Caravaggio nella maniera di trattare gli incarnati, le luci, i panneggi, il colore con assoluta raffinatezza.

“L’Annuncio ai Pastori” del 1632-35 (nella foto, prima e dopo il restauro) è un evidente manifesto e un omaggio agli artigiani, ai conciatori di pelli, ai fabbricanti di cotto, agli umili ricoperti di lane pesanti e pelli pecorine, assonnati, seminudi, in cui è ravvisabile un attento interesse al naturalismo, al ritratto, a inserire in un ambiente ristretto personaggi delle botteghe o della strada attraverso pennellate a macchie intrise di luci e di ombre.

Annuncio ai Pastori, Collegiata San Michele - foto Asbecuso, foto catalogo Fondazione Zeri 

A Francesco non interessò mai lavorare nella bottega paterna che andò pian piano in malora, raccogliendo artisti di scarsa fama. Si trasferì infatti tra il 1642-43 a Campobasso dove nella Chiesa di Sant’Antonio Abate firmò “Incontro tra Sant’Antonio Abate ed il centauro” e “S. Benedetto esorcizza un frate ossesso”. Strinse rapporti di amicizia con l’aristocratica famiglia Orsini, feudatari del territorio di Solofra, che divenne il principale committente di Francesco Guarini.

Per gli Orsini realizzò negli anni 1644-49 la “Madonna del Rosario” per il Convento di San Domenico Maggiore a Solofra e a Gravina in Puglia dove poi si trasferì - potenza economica del ramo meridionale della potente famiglia - ritratti di famiglia, scene sacre e la famosa “Madonna del Suffragio” (1649-50) per l’omonima Chiesa (foto poco più in basso) a loro riservata per la celebrazione di messe in suffragio delle anime del Purgatorio, una delle opere più emblematiche della maturità espressiva del pittore, vicina agli insegnamenti di Stanzione ma con toni più energici, potenti, vibranti, tormentati che rimandano anche all’antica poetica dell’artista.

Madonna del Suffragio, Chiesa della Madonna del Suffragio o Purgatorio, Gravina in Puglia

Divenne famoso anche in terra pugliese realizzando opere nei dintorni di Gravina. Bernardo De Dominici, nella sua opera "Vite de pittori, scultori ed architetti napoletani" del 1742-45, descrisse le cause della morte avvenuta nel 1651 sempre a Gravina, proprio nel momento in cui Pier Francesco Orsini stava per diventare il futuro papa Benedetto XIII, e pare che all'origine ci fosse la morte di una giovane donna sposata di cui egli era follemente innamorato, uccisa dal marito; il pittore si abbandonò a sé stesso, lasciandosi morire nel novembre dello stesso anno. Ricevette solenni funerali dal Duca Ferdinando III Orsini e fu seppellito nel Duomo di Gravina di Puglia ma i tanti misteri sulla sua scomparsa sono ancora rimasti irrisolti.

Fu il maestro di Angelo Solimena, padre di Francesco Solimena, entrambi eccelsi rappresentanti della pittura campana a cavallo fra i secoli XVII e XVIII. Il suo fu un naturalismo depauperato di tutte le sue punte eccessivamente drammatiche. Il suo nuovo linguaggio pittorico rude e semplice, fatto di tele stilisticamente compatte, dipinte con vigorosi impasti cromatici e dalla spiccata monumentalità, raggiunse vertici di qualità altissima. Il carattere piacevole ed eminentemente decorativo della sua pittura si trasformò in uno strumento narrativo di grande efficacia e impatto visivo.

Fonti delle ricerche e delle immagini

  • http://www.solofrastorica.it/Guarinicognome.htm
  • http://www.solofrastorica.it/GuariniFrancesco.htm
  • Riccardo Lattuada, Francesco Guarino Da Solofra. Nella Pittura Napoletana del Seicento (1611-1651), Edizioni Paparo, Napoli 2013
  • http://www.treccani.it/enciclopedia/francesco-guarino_(Dizionario-Biografico)
  • http://catalogo.fondazionezeri.unibo.it/scheda/opera/53387/Guarino%20Francesco%2C%20Annuncio%20ai%20pastori
  • http://www.beniculturalisolofra.it/
  • https://it.wikipedia.org/wiki/Collegiata_di_San_Michele_Arcangelo_(Solofra)
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Redazione Irno24 22/09/2021

Salerno, consegnato al Museo Diocesano il dipinto "San Matteo e l'Angelo"

Alla presenza di Sua Eccellenza Mons. Andrea Bellandi, abbiamo consegnato al Museo Diocesano il bel dipinto "San Matteo e l'Angelo" del maestro Stefano Trapanese. L'opera trova così una degna collocazione in un luogo prezioso della nostra città, uno scrigno d'arte ricco di tesori inestimabili, che da oggi si arricchisce con un segno della contemporaneità.

Lo scrive sui social il Sindaco Napoli.

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