Riprese attività ambulatoriali al "Ruggi" e al "Fucito", ricoveri dalla prossima settimana

Prima di accedere al salone ticket, rilevazione della temperatura corporea

Redazione Irno24 18/05/2020 0

Dopo un lungo periodo di lockdown, che ha visto la sospensione delle attività ospedaliere di ricovero non urgenti, l’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Salerno sta ripristinando le attività ambulatoriali prevedendone la progressiva riapertura al fine di gestire in sicurezza il flusso dell’utenza, in linea con quanto stabilito dalle indicazioni Nazionali e Regionali nella definizione e garanzia dei percorsi ambulatoriali. La fase di start-up prevede il ripristino delle seguenti attività ambulatoriali:

Cardiologia, Cardiochirurgia, Chirurgia vascolare, Oncologia, Oncoematologia, Radioterapia, Neurologia, Otorinolaringoiatria, Endocrinologia/Diabetologia, Psichiatria, Neurochirurgia, Oculistica, Ostetricia e Ginecologia presso l’Ospedale “S. Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona”;

Cardiologia, Chirurgia, Endoscopia digestiva, Allergologia e Immunologia clinica, Urologia e Medicina Generale presso l’Ospedale “Fucito” di Mercato San Severino.

L’organizzazione dell’AOU prevede che i cittadini, prima di accedere al salone riscossione ticket e agli ambulatori, debbano recarsi alla tenda installata nei pressi del Pronto Soccorso o al piano terra della Torre cardiologica per le relative specialità, per la rilevazione della temperatura corporea e, ove necessario, dello stato immunitario attraverso la somministrazione del test rapido; superato il controllo, i pazienti saranno dotati di braccialetto di colore azzurro (gli eventuali accompagnatori di colore giallo) per la successiva erogazione della prestazione.

Lo stesso percorso sarà seguito presso l'Ospedale "Fucito". All'interno del perimetro nosocomiale, l'utenza troverà la tenda dove verranno eseguiti i controlli.

Analogamente, dalla prossima settimana riprenderanno i ricoveri ordinari e ai cittadini interessati sarà preventivamente effettuato il pre-triage telefonico seguito dal tampone rinofaringeo per la ricerca del SARS CoV-2 almeno 48 ore prima del ricovero.

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Annamaria Parlato 16/05/2021

ProfAgri Salerno illustra il progetto "Scuola di Comunità Comincia dal Campo"

Venerdì 7 maggio alle 11:30, presso l’Aula Magna dell’Istituto Superiore ProfAgri di Salerno, si è tenuto il primo di una serie di appuntamenti volti a raccontare i progetti e le analisi che gli studenti hanno realizzato in quanto protagonisti del progetto “Scuola di Comunità Comincia dal Campo”.

In forma ristretta, nel rispetto delle norme anti Covid, gli alunni di cinque Istituti (l’IIS Ferrari di Battipaglia, il ProfAgri con le sedi di Battipaglia e Capaccio, l’IIS Della Corte Vanvitelli di Cava de' Tirreni e l’IIS Cenni-Marconi di Vallo della Lucania) hanno illustrato dettagliatamente ogni attività svolta durante le varie progettualità iniziate a partire dal 2019, grazie alle quali stati avviati alla scoperta delle proprie radici e del territorio cui appartengono attraverso l’educazione sensoriale.

Gli studenti infatti hanno incontrato i produttori in classe e con loro hanno imparato a degustare prodotti unici, elementi della Dieta Mediterranea, dichiarata Patrimonio Unesco in quanto stile di vita. La filiera agroalimentare è stata il sottile filo rosso che ha unito i diversi indirizzi di studio. Alla ripresa delle attività nel 2021, gli studenti hanno avviato una vera e propria staffetta creativa.

Ed è così che i ragazzi dell’Istituto Della Corte Vanvitelli (indirizzo grafica e comunicazione) hanno sviluppato un piano di comunicazione per il ProfAgri, mentre gli studenti dell’agrario hanno raccontato la loro esperienza condividendo le loro conoscenze con i colleghi dell’Alberghiero: quest’ultimi, infatti, hanno immaginato un menù ispirato alla Dieta Mediterranea da sottoporre a quelli del Cenni-Marconi, impegnati a predisporre un business plan per start up innovative in tema di Dieta Mediterranea. Ogni progetto è stato un tassello che si è incastrato con il lavoro fatto nelle diverse scuole. Il percorso tracciato è partito dalla conoscenza delle proprie radici, del territorio riscoperto dagli studenti come risorsa attraverso la filiera corta agroalimentare.

Da un’attività produttiva in grado di creare economia e di fare impresa, i ragazzi hanno affrontato il tema della legalità attraverso la protezione delle eccellenze dei marchi DOP e IGP dai tentativi di contraffazione e la protezione delle piccole e medie imprese dai tentativi di usura ed estorsione sino ad arrivare al vero e proprio management dell’impresa, attraverso l’accesso ai finanziamenti (consorzi fidi, rapporto con la banca, solo per citarne alcuni).

Il progetto “Scuola di Comunità Comincia dal Campo” è stato presentato nel 2019 dalla Pro Loco SviluppoAgropoli con un partenariato a cui hanno aderito l’Associazione S.O.S. Antiracket Antiusura Salerno APS, le società Zero srl e Storie di Pane. Per promuovere l’innovazione, che muove lo sviluppo dell’economia, è necessario senza ombra di dubbio creare un sistema tra formazione e aziende. L’importanza di tale progetto si è posta l’obiettivo di creare un luogo di incontro tra la scuola (docenti, tutor e studenti) e le aziende del territorio nel quale sia stata possibile l’interazione di due mondi che hanno dovuto iniziare a conoscersi e a collaborare per creare figure tecniche idonee alle esigenze delle imprese.

I docenti impegnati nelle attività hanno avuto l’opportunità di un continuo aggiornamento, mentre la conoscenza tra giovani e impresa ha potuto dare impulso a ipotetiche assunzioni future. Inoltre il progetto, che ha messo in rete cinque Istituti di Scuola Superiore di secondo grado con finalità formative diverse, ha individuato tramite “Scuola di Comunità” lo spazio per dare ulteriore impulso e opportunità al potenziamento dell’offerta formativa delle scuole della rete, rendendo i curricula degli studenti più attuali e allineati con le necessità del settore agroalimentare, perseguendo l’obiettivo di far acquisire competenze in tutta la filiera degli alimenti e delle produzioni agricole territoriali.

Altre competenze di carattere generale che si sono potute sviluppare con il progetto sono state: il saper fare, il problem solving, l’organizzazione del proprio tempo, il senso di iniziativa e di imprenditorialità (saper tradurre le idee in azione). Sono rientrate anche la creatività, l’innovazione e l’assunzione dei rischi, la capacità di pianificare e di gestire progetti di filiera per raggiungere obiettivi.

Il partenariato si è proposto di lavorare con la finalità di stimolare i partecipanti allo sviluppo di competenze come singoli e aprire alla creazione di positive dinamiche di gruppo che rafforzino il senso di appartenenza alla comunità. Per raggiungere gli obiettivi preposti, il progetto si è strutturato in diverse azioni dirette agli studenti, alle famiglie e ai diversi attori locali. La rete di interventi ha puntato a sostenere ed accompagnare nei diversi step i partecipanti, così da portarli ad essere loro stessi testimonial di quanto appreso e divulgatori delle buone pratiche che sono alla base della costituzione di una società di legalità.

E’ stato scelto come tema portante il cibo, inteso come cultura dell’alimentazione, filiera corta e momento di aggregazione sociale oltre a campo di lavoro, in quanto è un elemento naturale che fa parte del quotidiano di tutti. Assieme agli interventi del preside del Profagri Prof. Alessandro Turchi, che ha aperto l’incontro portando i saluti della propria scuola, e della Dott.ssa Mariateresa Scarpa, coordinatrice di progetto, gli alunni degli Istituti coinvolti hanno illustrato attraverso la proiezione di diapositive le varie fasi di avanzamento dei lavori portate avanti dai gruppi di lavoro che si sono cimentati in varie attività collegate all'agroalimentare, ai pilastri cardine della Dieta Mediterranea e alla comunicazione attraverso i social.

“Abbiamo condiviso felicità e paure grazie a questo progetto - così hanno dichiarato gli studenti - e ora vogliamo concludere questo anno con la speranza di poter affrontare il quinto al meglio e soprattutto ritornando alla normalità”. Dopo il dibattito è stato allestito un piccolo corner per la degustazione dei piatti e prodotti tipici cilentani di alcune aziende coinvolte nel progetto. Pizza chiena, alici di menaica, mozzarella nella mortella, formaggi stagionati e salumi hanno conquistato i palato dei presenti. Queste iniziative risultano sicuramente lodevoli e interessanti sul territorio salernitano, sono un forte segnale di rinascita di un settore spesso in crisi, raccolgono la sfida del rilancio dell’agricoltura e si inseriscono perfettamente a supporto del fabbisogno della filiera agroalimentare.

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Redazione Irno24 26/06/2020

Spaccio, estorsione, metodo mafioso: 6 arresti fra Salerno e Napoli

Nelle prime ore della mattina, nelle province di Salerno e Napoli, militari del Comando Provinciale, supportati da quelli dei reparti territorialmente competenti e dal Nucleo Cinofili di Sarno (SA), hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare - emessa dal GIP del Tribunale di Salerno, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia - nei confronti di 6 indagati (1 in carcere, 4 agli arresti domiciliari ed 1 con obbligo di dimora nel Comune di residenza), gravemente indiziati, a vario titolo, di “detenzione e spaccio di stupefacenti, estorsione, concorso in lesioni personali aggravate dal metodo mafioso e detenzione e porto abusivo di arma”.

I provvedimenti conseguono ad una vasta ed articolata attività d’indagine avviata dal Nucleo Investigativo Carabinieri di Salerno nel maggio 2018, con il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia. Il procedimento trae origine dagli sviluppi delle investigazioni svolte a seguito delle denunce sporte dai titolari di un supermercato di Eboli, in relazione ad un tentativo di estorsione commesso nel 2018, che vide come principale autore Maiale Giovanni detto "a minaccia", che fu poi tratto in arresto - in esecuzione di ordinanza di custodia cautelare - unitamente Prinzi Adolfo e Ammutinato Massimo, cui fu contestata l’aggravante del “metodo mafioso”, avendo essi richiamato l’appartenenza al sempre temuto clan Maiale per convalidare il proprio potere di intimidazione.

Maiale Giovanni, negli corso degli anni, si è reso protagonista di diversi, gravi episodi delittuosi commessi nel territorio ebolitano, grazie ai quali è riuscito a qualificare il suo profilo criminale e ad incutere forte soggezione nella popolazione locale. L’indagine ha permesso di ricostruire l’esistenza di un articolato gruppo armato, con ruoli e competenze ben definite, dedito alla commissione dei suddetti delitti, con ingente disponibilità di cocaina, hashish e crack, promosso e diretto da Maiale Giovanni, con la collaborazione del figlio Michael, dalla compagna Marotta Antonella, dalla nipote Di Cunzolo Valentina e da Del Vecchio Mario, i quali vantavano un canale di rifornimento privilegiato delle sostanze illecite nel quartiere Barra di Napoli, per il tramite di Rizzo Claudia.

Agli indagati vengono contestate anche condotte estorsive, declinate con minacce personali rafforzate dalla figura violenta del Maiale, finalizzate a costringere alcuni “clienti” al pagamento immediato di somme di denaro come corrispettivo di pregresse forniture di stupefacenti non saldate. L’attività investigativa rappresenta il tassello terminale di una più vasta azione di contrasto nei riguardi del “clan Maiale” di Eboli, che recentemente aveva fatto registrare il tentativo di una sua riorganizzazione criminale sul territorio della Piana del Sele, grazie al ritorno del suo capo storico, Maiale Giovanni, alias “Giovanniello”, avvenuto alla fine dell’anno 2017, dopo aver scontato la pena inflitta ed essere stato per anni collaboratore di giustizia. Il fatturato mensile dell’impresa criminale si aggirava intorno ai 50.000 €.

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Redazione Irno24 11/12/2021

Gravi lesioni a coetaneo con tirapugni, arrestato minorenne a Salerno

Nella mattinata odierna, su disposizione della Procura presso il Tribunale per i Minorenni, la Sezione Radiomobile del Comando Compagnia Carabinieri di Salerno ha dato esecuzione ad un'ordinanza di custodia cautelare a carico di un minorenne, gravemente indiziato di lesioni gravi ai danni di un coetaneo.

I fatti si sono verificati la sera del 31 ottobre a Salerno nei luoghi della movida cittadina. Dalle indagini emergeva che la vittima, essendosi accorta che era sorta una discussione per futili motivi tra un suo amico ed un giovane sconosciuto, interveniva per sedare gli animi.

Malgrado le sue pacifiche intenzioni, lo sconosciuto, poi identificato nell'odierno arrestato, lo colpiva repentinamente più volte al volto, cagionandogli la frattura del naso e ferite lacero-contuse al viso e al corpo utilizzando un tirapugni. A seguito dei colpi ricevuti, la vittima riportava, come accertato con consulenza tecnica del Pubblico Ministero, lesioni gravi con indebolimento della funzione respiratoria.

Le tempestive indagini dei Carabinieri consentivano di acquisire gravi indizi di colpevolezza nei confronti del minore, oggi raggiunto da ordinanza cautelare, e di ricostruire la dinamica dei fatti attraverso una serie di convergenti testimonianze, anche in ordine al comportamento tenuto dal minore dopo i fatti.

Si tratta dell'ennesimo episodio di gratuita ed insensata violenza giovanile avvenuto in centro, che dimostra, ancora una volta, la sempre più crescente pervasività della cultura della sopraffazione che tristemente caratterizza gli ambienti giovanili salernitani. Detenere un tirapugni ed un coltello è come avere con sè le chiavi di casa o il cellulare. E questo soprattutto nelle uscite serali, vissute non come occasione di svago e socializzazione ma come situazioni nella quali cercare motivi pretestuosi per dare sfogo alla violenza.

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