Salerno, formazione su beni culturali: intesa Soprintendenza-Regina Margherita
Protocollo elaborato con l'intento di realizzare progetti, eventi e manifestazioni
Redazione Irno24 27/09/2022 0
Protocollo d'intesa tra la Soprintendenza e il Liceo Regina Margherita per promuovere l'attività di formazione sui beni culturali del territorio salernitano. Nell'Aula Magna del Liceo, a Salerno, la firma dei due dirigenti: Raffaella Bonaudo, Soprintendenza ABAP, e Angela Nappi, Liceo Regina Margherita.
Il Protocollo è stato elaborato con l'intento di realizzare sinergicamente progetti, eventi, manifestazioni, attività formative e informative, volte a valorizzare il patrimonio culturale artistico della città e del territorio salernitano e a rispondere in questo modo alle eventuali esigenze del mondo del lavoro.
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Redazione Irno24 18/01/2020
Nuova pagina del giornale dedicata alle Associazioni
Siamo felici di annunciare la nascita di una nuove sezione del nostro sito: una pagina dedicata alle Associazioni di Salerno e della Valle dell'Irno. Sul nostro territorio, infatti, centinaia di associazioni operano con iniziative di ogni tipo; tuttavia, in molti casi, di queste organizzazioni si sa poco.
Il nostro obiettivo è fornire un elenco suddiviso per ambito di intervento, attraverso il quale gli utenti possono facilmente riscostruire il quadro complessivo e, nel contempo, ricavare informazioni più dettagliate.
Tutte le associazioni con sede a Salerno e nella Valle dell'Irno (compresi i gruppi locali di Associazioni nazionali) possono richiedere di essere inserite in questo elenco attraverso il form contenuto nella pagina "dedicata".
foto tratta da Pixabay - attribuzione non richiesta
Redazione Irno24 06/10/2025
I premi assegnati dalle giurie di "Salerno in CortoCircuito" 2025
E’ terminata la XVI edizione del Festival Salerno in CORTOcircuito “Sguardi sulla società”, che ha visto la proiezione di 15 corti, 3 documentari e 5 lavori fuori concorso. Anche nel 2025 il Festival è stato emozionante per i tanti temi sociali affrontati dagli autori dei lavori audiovisivi in programma e discussi con il pubblico in sala, che è stato protagonista insieme ai componenti delle Giurie.
Queste le proclamazioni, dopo le tre serate di proiezioni:
il Cortometraggio “Adelina” di Rodolfo Fornario ha ottenuto il Premio “Elvira Notari” come MIGLIOR LAVORO AUDIOVISIVO per la Giuria popolare; il Premio “UGO PIRRO” come MIGLIOR CORTOMETRAGGIO per la Giuria tecnica è stato assegnato ad “Appuntamento a mezzogiorno” di Antonio Passaro; il Premio “Aurelio Laino” al MIGLIOR DOCUMENTARIO per la Giuria tecnica è stato assegnato a “La Lixeira” di Guido Galante, che racconta la vita degli 'invisibili' in una discarica in Mozambico; il Premio “Marta Naddei” al MIGLIOR LAVORO AUDIOVISIVO per la Giuria dei giornalisti salernitani è stato assegnato al Corto “Marianna” di Luigi Di Domenico, che prende spunto dalla vicenda dell'inquinamento delle Fonderie Pisano a Salerno;
Il Premio “Trotula De Ruggiero” per il MIGLIOR LAVORO AUDIOVISIVO DELLE SCUOLE è stato assegnato a “Midday” di Luca Moltisanti (Convitto Nazionale T. Tasso di Salerno); il Premio “Beatrice Vitoldi” alla MIGLIOR RECITAZIONE è stato assegnato a “Speculum” di Beatrice Festi di Trento; il Premio “Temistocle Marzano” alla MIGLIOR COLONNA SONORA è stato assegnato al Corto “Voyage” di Vincenzo De Angelis, che ha ricevuto anche il Premio delle Arti della Vitruvio Entertainment; il Premio “Pasquale Stanzione” come MIGLIOR FOTOGRAFIA è stato assegnato al Cortometraggio “Libero?” di Fabio Cardaropoli; Menzione “La Divina” per la PROMOZIONE TURISTICA DI UN LUOGO è stata assegnata dall'Associazione Ecstra al Documentario “Black lightning” di Gianmarco D’Agosto, che racconta la storia e i luoghi attorno al Castello di Cava De' Tirreni; Menzione alla PERSONALITÀ/REALTÀ LOCALE del mondo artistico salernitano è stata assegnata all'attore salernitano Pierluigi Gigante.
Giuria tecnica: Pietro Ammaturo, Antonio Monizzi, Gianpiero Scafuri, Paola Nigro, Rosa Maria Grillo, Rosanna De Bonis, Susanna Reppucci, Angela Marigliano; Giuria giornalisti: Stefano Valva, Claudia Izzo, Christian Casola, Maria Rosaria Di Vece; Direzione artistica: Gianluca De Martino; Staff: Giuseppe Della Mura (videomaker), Iolanda D’Avino (grafica e social), Vincenzo Mele (segreteria, selezione corti e biografie autori), Stefano Valva (valutazione lavori e critica cinematografica), Pietro Ammaturo e Antonio Monizzi (selezione corti e giuria tecnica), Rosa Borrelli (accoglienza e logistica), Raffaele Bassi e Andrea Pastore (cabina di regia), Maria Rosaria Cardenuto (accoglienza ed elaborazione voti Giuria popolare).
Annamaria Parlato 20/02/2022
"Storie al balcone" è il diario corale della pandemia fra paure, speranze e cibo
Non ha importanza che Silvana Scocozza sia una giornalista che è nata, vive e lavora ad Eboli e che questo quotidiano si occupi di notizie relative al territorio della Valle dell’Irno o della città di Salerno. "Storie al balcone – Segnali di vita in tempo di morte", edito da Il Saggio, è il libro della collettività, in un momento storico difficile per il mondo intero, in cui ognuno, come in una guerra, porterà dentro di sé ricordi, dolori, sofferenze, speranze e luci.
Spesso ci sono “storie” che non possono ammuffire in un cassetto ma devono essere raccontate, tirate fuori senza distinzioni. E’ il caso di ammetterlo che qui si tratti di nero su bianco, di scrittura sincera filtrata attraverso le testimonianze o situazioni vissute in prima prima persona e sul campo, trasferite su carta e quindi senza lasciare spazio alle immagini.
Ma attenzione, tre piccole fotografie sono presenti all’interno del volume, collocate in punti strategici del libro, tre scatti che recano la firma della fotografa Giuseppina Pepe in cui è sempre presente una macchina azzurra, un maggiolino Volkswagen da cui parte il tempo del libro, un libro che fa riflettere e che rimette al mondo ognuno di noi in una dimensione sospesa, portatrice di cicatrici indelebili. Sono 310 pagine fittissime, dense, cariche di emozioni.
La copertina, un fumetto contemporaneo nei colori del blu carta da zuccchero, rosa fluo e grigio, in cui le persone si fissano affacciate dai propri balconi, è stata ideata dai “Puzzle”, il nome d’arte di Andrea e Raffaele Scocozza. Il libro ha il supporto dell’Associazione Giornalisti “Lamberti-Sorrentino” e di Inchiostro-Idee e Comunicazione. Tema portante del volume è l’evento drammatico che ha segnato il recente passato e, tuttora, condiziona il nostro presente. Un accadimento di portata epocale che ha messo, e continua a mettere, a dura prova la salute fisica e psichica di noi tutti, il nostro stare al mondo, le nostre vite: l’emergenza sanitaria da Covid-19.
Nel volume, l’autrice e giornalista raccoglie le testimonianze di quaranta ebolitani: quaranta storie al tempo del Covid con le quali è entrata in contatto da membro del Centro Operativo Comunale della Città di Eboli per la gestione dell’emergenza sanitaria, in qualità di Funzione Comunicazione e Mass Media, a partire da marzo 2020 sino a maggio 2021, quando iniziarono le vaccinazioni. Sono storie di paure e di speranze, di malattie e guarigioni, di terrore e di coraggio, di vita e di morte che da Eboli, dal salernitano, sono le stesse di tutti gli italiani e non solo.
Ha dichiarato Scocozza: "Scritto in uno stile a metà strada tra la cronaca e il racconto, 'Storie al balcone' è concepito come un diario corale della pandemia, un racconto a più mani di un tempo sospeso ed infinito che, fin dal suo inatteso esordio, ha brutalmente messo in discussione ogni certezza. Quel tempo in cui ciascuno di noi ha dovuto, necessariamente, imparare a fare i conti con la morte e trovare, altresì, la forza per lanciare, forte, il proprio 'segnale' di vita; il proprio e necessario stratagemma per sopravvivere allo stravolgimento di ogni cosa, di ogni consuetudine e, perfino, dei rapporti umani".
Il libro, in cui alcuni brani sono a firma di persone presenti nella vita della scrittrice, si divide in tre parti, di cui la prima vuole essere una sorta di diario in cui sono raccolte le testimonianze pubblicate sui social o i pensieri scomposti di colleghi, amici, operatori del terzo settore, medici, infermieri, bambini, persone che in qualche modo hanno trasmesso delle sensazioni alla scrittrice; subito dopo, nella seconda parte, intitolata “Le Storie”, il libro diventa una testimonianza del vissuto di tante persone coinvolte direttamente e indirettamente nella pandemia. La terza parte, “L’Attesa. La Speranza. La Ripresa. I Racconti”, è dedicata alle vaccinazioni e alla salvezza.
Il tema enogastronomico non è predominante ma il cibo in qualche modo è presente nell’opera letteraria della Scocozza e diventa una sorta di capro espiatorio su cui riversare le proprie frustrazioni, ricordi e soprattutto è uno strumento che riesce a tenere unite idealmente le persone attorno ad un grande tavolata immaginaria.
C’è il cornetto ai cereali di Damiano, che passa a trovare gli amici dispensando bomboloni e brioche fatte in casa, perché durante il primo lockdown i bar erano chiusi e le colazioni un miraggio; c’è Silvana Scocozza che brinda da sola con una bella birra bionda e ghiacciata: “Stasera brindo. Da sola. Ai sentimenti belli. Puri. Quelli che si alimentano senza volerlo, che nascono da niente e vanno lontano”; c’è il caffè che diventa una dichiarazione di amicizia e un momento rubato per stare insieme a chi si vuole bene, c’è chi beve un calice di vino bianco e fresco ascoltando Pino Daniele e attendendo la primavera per poter guardare il mare, c’è chi trova una scusa per regalare limoni e mandarini, raccolti nel giardino di casa, in barba alle ordinanze; e c’è chi pur non sapendo cucinare i dolci realizza una ciambella al limone superlativa, il cui profumo fa resuscitare i morti, dimostrando che nulla è impossibile se lo si vuole veramente.
C’è ancora la scrittrice che adora le minestre e si cimenta nella preparazione della “menestra mmaretata a maniera e Valva”, c’è chi utilizza le gallette di riso per decorare alberi di Natale, ci sono gli gnocchi di patate al tegamino con aggiunta di ricotta fresca di zio Carlo, che fanno profumo di casa e famiglia, e sfogliando le pagine di questo prezoso libro ci sono anche le zeppole, i pagnuttielli di San Biagio, la pizza e alcuni spunti di riflessione sul rapporto tra pandemia e cucina attraverso una poesia, una ricetta e un dipinto a cura di chi sta scrivendo questa recensione.
L’autrice conclude con i ringraziamenti: “Grazie a chi in queste pagine, insieme a me, ha messo il cuore e l'anima, ha lasciato il segno, ha scritto parole, ha raccontato storie, ha scattato fotografie e messo in ordine i pensieri”. Silvana, siamo noi a ringraziarti, è la collettività intera a ringraziare te per questo dono che ci hai lasciato, per questa testimonianza preziosa che nel leggerla commuove e riempie gli occhi di lacrime ma che infonde anche tanta speranza, quella speranza che è sempre l’ultima a morire. Tutto è ancora possibile, ogni sogno può generare un progetto, ogni pensiero un’azione, ogni fantasia una scelta. E un nuovo inizio.
Silvana Scocozza è nata ad Eboli, dove vive e lavora. Giornalista pubblicista dal 2004, ha collaborato con numerose testate cartacee, telematiche e radiofoniche ed è stata corrispondente de Il Corriere del Mezzogiorno. Dal 2015 al 2020 ha lavorato presso il Comune di Eboli, in qualità di staffista presso l’Area Comunicazione.