Solofra, edizione 30 dell'evento folk "A' Carcar e Sant'Antuono"

L'appuntamento di venerdì 17 gennaio in località Balsami segna l'inizio ufficiale del Carnevale

Redazione Irno24 11/01/2025 0

Venerdì 17 Gennaio 2025, in località Balsami di Solofra, una tradizione che si rinnova con la 30esima edizione de "A' Carcar e Sant'Antuono". Alle 18:30, Santa Messa presieduta da mons. Mario Pierro; ore 19:15, spettacolo di fuochi artificiali a cura della Pirotecnica Curci di Pellezzano; a seguire, apertura ufficiale del Carnevale 2025 di Solofra, con la partecipazione di 2 gruppi Zeze e l'energia di gruppi folk e danze popolari.

Inoltre, stand gastronomici con piatti tipici, preparati seguendo antiche ricette della tradizione solofrana.

Potrebbero interessarti anche...

Redazione Irno24 18/09/2023

Salerno, pittore Giustiniani dona "Il San Matteo Evangelista" al Comune

Martedì 19 settembre, alle 11.30, nel Salone del Gonfalone a Palazzo di Città, alla presenza del sindaco di Salerno, Vincenzo Napoli, del vicesindaco, Paky Memoli, dell'Arcivescovo, Mons. Andrea Bellandi, il medico e pittore Bruno Giustiniani donerà all’Amministrazione comunale una delle sue opere pittoriche più importanti, “Il San Matteo Evangelista”.

Leggi tutto

Federica Garofalo 03/01/2021

La leggenda di Pietro Barliario, mago salernitano

Gli eruditi del Seicento, che per primi parlano di lui, lo chiamano in diversi modi (Barliario, Baliardo, Baialardo, Baliabardo), è stato perfino confuso con il grande filosofo francese Pietro Abelardo, ma la storia è pressappoco simile. Pietro Barliario, maestro di medicina, visse nella Salerno del XII secolo e sviluppò una propensione particolare per la magia e la negromanzia; soggiogando i demoni alla sua volontà, fece costruire il porto di Salerno, lasciato incompiuto per il canto di un gallo sfuggito allo sterminio da lui ordinato; in una sola notte fece innalzare i cosiddetti “archi dei diavoli”, ovvero l’acquedotto medievale che ancora oggi si può vedere tra via Velia e via Arce.

Un giorno, però, due suoi nipoti giovinetti, in assenza dello zio, aprirono di nascosto i suoi libri di magia nera, e ciò che vi era scritto li terrorizzò talmente che caddero morti entrambi; al suo ritorno, Barliario scoprì l’accaduto, e, divorato dal rimorso, bruciò tutti i suoi libri di negromanzia e si rifugiò nel monastero di San Benedetto, dove rimase prostrato in preghiera per tre giorni e tre notti implorando perdono. Alla fine, arrivò la risposta: il crocifisso di legno chinò la testa in avanti in segno di misericordia.

Da allora, Barliario vestì l’abito benedettino e rimase nel monastero, dove morì nel 1149 all’età di 93 anni. Non sappiamo come questa leggenda sia nata: Antonio Mazza, priore del Collegio Medico di Salerno nella seconda metà del Seicento, afferma di aver visto la sua epigrafe funeraria, con scritto in Latino “Questo è il sepolcro di Maestro Pietro Barliario”; il suo contemporaneo Pompeo Sarnelli, vescovo di Bisceglie e grande erudito, riporta una cronaca scritta dall’abate Roberto di San Benedetto nel 1403 che sarebbe la prima testimonianza in assoluto della leggenda.

Purtroppo entrambe queste testimonianze sono andate perdute, e oggi non ci è così permesso verificarle. Possiamo però dedurre che si tratta di una “leggenda erudita”, cioè una leggenda che non nasce dal basso, dal popolo, ma dalle opere degli intellettuali, e solo in un secondo momento arriva al popolo. È curioso che la leggenda di Barliario sia arrivata fino in Abruzzo, dove si attribuisce ai diavoli, comandati da “Baialardo”, la costruzione della Via Lattea di Casoli (Chieti).

Nell’Ottocento, si aggiunge il particolare che il miracolo del Crocifisso di San Benedetto avrebbe dato origine alla Fiera di Salerno, detta anche “Fiera del Crocifisso”, che si teneva in concomitanza delle due feste del patrono San Matteo, a maggio e a settembre; la prima testimonianza della fiera, però, citata anche da autori del Trecento come Franco Sacchetti, si data però attorno al 1260, cioè più di un secolo dopo la presunta morte di Barliario.

Fino all’Ottocento, inoltre, era in uso anche il detto dialettale che, per dire a qualcuno che ne aveva fatte di tutti i colori, recitava “N’haje fatte cchiù ttu ca Bajalardo”, “Ne hai fatte più tu che Baialardo”. Forse l’unica cosa concreta che ci rimane di questa leggenda è il “Crocifisso del miracolo”, il crocifisso ligneo di XII secolo oggi esposto al Museo Diocesano di Salerno.

Leggi tutto

Redazione Irno24 31/03/2022

Lirica, Concerti e Balletto per i 150 anni del Teatro Verdi di Salerno

Si alza il sipario sulla Stagione Lirica, Concerti e Balletto del Teatro Verdi di Salerno. Una stagione speciale, dal momento che il Massimo Cittadino festeggia i suoi primi 150 anni di vita. Per celebrare questo storico anniversario è stato predisposto, con il fondamentale contributo della Regione, un cartellone straordinario per titoli, eventi e protagonisti.

Il programma completo e dettagliato sarà illustrato nel corso di una conferenza stampa, aperta anche al pubblico, convocata per il 5 aprile alle ore 10:30 presso il Teatro di via Roma. Alla conferenza stampa partecipano il Sindaco di Salerno, Vincenzo Napoli, il Direttore Artistico, Daniel Oren, il Segretario Artistico, Antonio Marzullo.

Leggi tutto

Lascia un commento

Cerca...