"Sorelle in Chic" è il food blog di successo nato nella Valle dell'Irno

Il cibo per le stilose Landi è condivisione, cura per l’anima, forma d’arte viscerale

Annamaria Parlato 30/05/2021 0

Due vulcani di idee, due valide professioniste nella vita, due caratteri diversi ma uniti nel profondo: sono Barbara e Francesca Landi, alias “Sorelle in Chic”, le food blogger più seguite a Salerno e nella Valle dell’Irno. Giornalista Barbara e penalista Francesca, quando non vestono la giacca della presentatrice o la toga dell’avvocato indossano grembiuli colorati e toque blanche, pronte a cimentarsi in ardue ricette che richiamano sapori e costumi lontani ma che sono anche ancorate al territorio in cui sono nate.

Appassionate di arte, design, creazioni originali realizzate a mano e pasticceria, sono seguitissime sui social tanto da poter vantare ben 6000 follower su Instagram. I trucchi del mestiere li hanno infatti rubati alla mamma ma sopratutto alla nonna che aveva un forno per il pane. Se a una delle due sorelle si chiedesse un suggerimento al volo, per un piatto gustoso ancorato alla Valle dell’Irno, in coro risponderebbero: “Stanchi della solita pizza? E allora perché non provare un panuozzo con rape e patate o alla pizzaiola con melanzane a funghetto? Potete usare i panetti del fornaio e allungarli per dare la forma del saltimbocca o comprarli se non amate fare l'impasto.

Ma quello che è un must del nostro territorio è il mallone, ossia rape e patate. Si tratta delle foglie esterne dei broccoli che vengono prima bollite e poi passate in padella a fuoco basso con olio EVO paesano, tanta cipolla ramata e patate lesse. Diventano morbide e buonissime da mangiare anche con la pizza di granone, secondo la tradizione contadina”.

Grandi intenditrici di musica, sono capaci di abbinare un piatto ad un canzone. All’interno della rubrica “Cibi e Suoni”, nata in collaborazione con Antonio Vitale, compagno di vita di Francesca, agli album di Lucio Dalla, uno dei loro cantanti preferiti, è saltata fuori l’associazione con la bolognese, piatto emiliano per eccellenza. Ma non finisce qui perché la cucina delle Sorelle in Chic guarda al sociale ed è perfino eco-sostenibile, a metro zero, in quanto molti degli ingredienti utilizzati nei loro piatti provengono dai giardini che circondano il territorio in cui abitano, tra Fisciano e Baronissi.

Barbara è amante della tradizione e della cucina cosiddetta di “sostanza” mentre Francesca predilige sperimentare ed aprirsi alle più moderne tendenze. Calzoncelli alle castagne, tartufini al cioccolato, tiramisù alle fragole, pasta all’uovo tirata a mano, la torta di mele annurche, gnocchi di barbabietole al pesto di rucola, risotto alla curcuma con seppie, mango, cozze e pesche, hummus tradizionale con piselli, cipolline e semi di chia: qualsiasi sia il procedimento o la difficoltà di ogni ricetta, loro mettono sempre il cuore in ciò che fanno ed il risultato è di assoluta bellezza e raffinatezza, un vero e proprio capolavoro d’arte culinaria. Per cercare di scoprire qualche dettaglio ulteriore è saltata fuori un’intervista, e dulcis in fundo Francesca ha voluto dedicare ai lettori di Irno24 anche la ricetta delle sue stratosferiche crostatine di ciliegie di cui è molto orgogliosa.

“C’è stata un po' di settimane fa la raccolta delle ciliegie nel nostro orto - ha sottolineato Francesca - Il profumo della terra, le mani solcate dal tempo intente a cogliere con delicatezza. Gli occhi che brillano. Perché la natura va accarezzata, va rispettata. Ha i suoi tempi, che nessuno potrà accelerare. La raccolta è un processo antico. Si parla di automazione, di industria 4.0, ma solo le mani dell'uomo possono, con amore, strappare i frutti dall'albero, nel verso giusto, per preservare la raccolta del prossimo anno. Nessuna macchina potrà sfidare l'uomo, la sua forza, la sua creatività, la sua tensione. È un'immagine che emoziona: tutte queste figure, che salgono in alto, sulle strettissime scale a pioli, fino ai rami più alti, che sembrano sfidare il sole! A noi bambine ci vestivano con abiti a tema ciliegina e noi le ciliegie le mangiavamo direttamente dagli alberi. Ricordi meravigliosi che custodiamo nel nostro cuore e che portiamo avanti con fierezza e vigore”.

Francesca, leggi e ricette: come si sposano?

Il nostro food blog, come ben sai, strizza l’occhio alla sostenibilità ambientale. Sono una giurista specializzata in diritto ambientale e spesso nei corsi di formazione in cui vengo coinvolta come docente parlo ai miei ragazzi di cucina etica, di turismo sostenibile, di quanto sia importante la sfera collegata al BIO. Quindi due settori apparentemente diversi ma profondamente connessi, in quanto anche il cibo ha bisogno di regolamentazioni, di leggi, di progettazioni ed io studiandoli sotto diversi punti di vista, associo in questo modo le mie due più grandi passioni.

Barbara, quando è iniziata la vostra passione per la cucina?

In realtà da sempre, perché c’era il forno di nostra nonna che adesso gestiscono i nostri cugini in cui si panifica ancora artigianalmente. La cucina è nel nostro DNA, si tramanda da generazioni e sarà sempre così. Osservando gesti e movenze noi abbiamo spontaneamente ripetuto ogni particolare, ogni segreto custodito da nostra madre. La cucina è il refugium non “peccatorum” ma “malis”, è il porto accogliente in cui ritemprarsi quando si ha un problema. La cucina non ci abbandona mai è condivisione del nostro benessere fisico e mentale, del body positive, è cura per l’anima.

Francesca, perché il vostro food blog si chiama Sorelle in Chic?

Perchè racchiude l’anima di due sorelle innanzitutto e poi l'aspetto “glamour” che ci ha sempre contraddistinte da quando eravamo universitarie perché per mantenerci ci occupavamo di allestimenti per feste private. Eravamo sempre alla ricerca delle contaminazioni con tutti i sensi che ci circondano, non solo il gusto. Siamo sempre state attratte dalle Arti in generale, da tutto ciò che attrae la vista: come si dice anche l’occhio vuole la sua parte e tutto questo è chic.

Barbara, la cucina è solo una passione per voi o potrebbe diventare anche una seconda professione?

Per alcuni anni lo è stata già e non escludiamo che possa diventarlo anche in futuro.

Barbara chiedo ancora a te, cosa ne pensi della diatriba sul "fare comunicazione" che spesso sorge tra food blogger e giornalisti enogastronomici?

Penso che possano nascere delle collaborazioni e attingere ognuno dai saperi dell’altro. I giornalisti possono supportare i food blogger con la loro esperienza e conoscenza del settore ma con meno snobismo, viceversa i secondi trasmettono ai primi la passione della cucina e delle sperimentazioni ai fornelli, anche nella più assoluta semplicità e spontaneità che poi alla fine piace tanto ai follower che seguono online le ricette.

Francesca, che tipologia di ricette si trovano su Sorelle in Chic?

Tradizionali campane e salernitane ma anche innovative e tendenzialmente stagionali. Inoltre introdurremo delle novità legate all’orto. Ultimamente ad esempio abbiamo utilizzato tanto gli asparagi che raccogliamo durante i nostri percorsi di trekking in montagna.

Francesca, visto che sei sempre così ricercata quando sei ai fornelli, in quale piatto ti rispecchi maggiormente?

Amo in generale i piatti autentici ma i dolci che mi appartengono di più sono il panettone alle mele di mia madre, la pastiera di grano, i roccocò e le melanzane al cioccolato tipiche della Costiera Amalfitana che realizziamo spesso anche a casa mia.

Francesca, la ricetta che hai voluto suggerire ai lettori di Irno24 ha un collegamento al territorio in questione?

Si, le crostatine alla confettura di ciliegie bio dell’Irno, raccolte sui nostri alberi, realizzata secondo la ricetta di nostro padre. Queste crostate sono legate ai ricordi d’infanzia nel panificio di nonna, quando in occasione della Festa della ciliegia ad Orignano, tutte le signore del paese venivano a cuocerle lì ed era questo un motivo di immensa gioia per me, ricordi che non si possono cancellare.

Quale bevanda abbineresti a questo piatto?

Sicuramente un liquore alla ciliegie fatto in casa da bere freddo o un Martini ghiacciato con ciliegia glacè.

Sorelle in Chic, avete progetti futuri riguardanti il Food?

A noi piacerebbe che il nostro food blog diventasse un giorno un portale di riferimento per quanto riguarda il settore enogastronomico, gli eventi, le ultime tendenze, la cultura. Un luogo che seppur virtuale metta a proprio agio il lettore, in cui creare una community del food o meglio una famiglia allargata in cui ritrovarsi scambiando idee e opinioni anche con i critici e gli esperti di settore.

Barbara, quale chef secondo te rappresenta la cultura enogastronomica italiana nel mondo e perché?

Antonino Cannavacciuolo, Gennaro Esposito e Rocco De Santis, che tra l’altro è un caro amico di mia sorella, un genio della cucina e un figlio dell’Irno che è andato fuori per affermarsi e diventare ambasciatore della cultura gastronomica italiana nel mondo.

Crostatine di confettura di cilegie

Ingredienti: 300 gr. Farina 00, 100 gr. zucchero, 70 gr. burro freddo, 2 uova, mezza bustina di lievito per dolci, confettura bio di ciliegie, ciliegie

Mettere su una spianatoia la farina, lo zucchero, il burro e le uova. In ultimo la mezza bustina di lievito. Sbattere prima con la forchetta e poi impastare con le mani. Mettere a riposare in frigo avvolgendo la pasta nella carta pellicola per mezz'ora. Imburrare i ruoti per crostatine e stendere l'impasto con il mattarello. Inserire la confettura e in superficie le ciliegie denocciolate. Decorare con strisce o fiori di pasta frolla. Cuocere per 25 minuti a 180 gradi in forno già caldo.

Le altre ricette di Sorelle in Chic le trovate: su FB “Sorelle in Chic Food Blog & Style” su IG @sorelle-in-chic

Potrebbero interessarti anche...

Redazione Irno24 09/08/2022

"Vigna Bio", premiato l'Aglianico dell'azienda Mila Vuolo di Salerno

Anche quest’anno, per la sesta volta, Pioppi diventa capitale dei vini campani biologici e biodinamici. Organizzata dal Museo Vivente della Dieta Mediterranea, nell’ambito del consueto Festival dedicato, la rassegna degustazione "Terroir - Il Mare color del Vino", svoltasi a Palazzo Vinciprova, apre ogni anno una finestra sulle nuove frontiere della viticoltura in Campania.

I giurati, nei giorni precedenti al fine settimana 6-7 Agosto, hanno avuto modo di degustare tutti i campioni giunti, ovviamente alla cieca, e hanno stilato la classifica definitiva in relazione alle quattro categorie previste. Da segnalare, fra i vini rossi affinati, il primo posto conquistato dal "Colli di Salerno Aglianico IGT" dell’azienda "Mila Vuolo" di Salerno.

La giuria, presieduta da Francesco Continisio, Presidente della Scuola Europea per Sommelier, è stata composta da sette membri: Maria Manuela Russo (tecnologa alimentare), Enrico Malgi (giornalista), Yuri Buono (giornalista e sommelier), Mario Punzi (Fiduciario Slow Food di Salerno), Luigi Vicinanza (agronomo) e Nino Maiese (per la categoria dei consumatori).

Leggi tutto

Redazione Irno24 25/10/2021

Il Campionato Nazionale "Pizza DOC" torna a Salerno nei giorni 8-9 Novembre

Lunedì 8 e martedì 9 novembre 2021 torna il Campionato Nazionale Pizza DOC dopo la sosta causata dall’emergenza Covid-19. L’edizione della ripartenza per il settore, in totale sicurezza, si terrà all’interno degli spazi del parco acquatico Isola Verde della Costa Sud di Salerno. Organizzata da “Accademia Nazionale Pizza DOC” di Antonio Giaccoli, la settima kermesse dedicata al mondo pizza è destinata a rilanciare l’intero settore.

In palio un montepremi pari a 5000 euro in prodotti e servizi offerti dagli sponsor mentre il vincitore assoluto diventerà testimonial per un anno della Accademia Nazionale Pizza DOC. Molto attesi anche i “Pizza DOC Awards”, i riconoscimenti alle personalità di tutto il mondo pizza che si sono contraddistinte nell’anno, che saranno assegnati nella serata di martedì 9 novembre dopo le premiazioni del Campionato.

A presentare la kermesse sarà Beppe Convertini, volto di punta delle trasmissioni di Rai 1. Durante la cerimonia, inoltre, saranno raccolti fondi per “La stanza di Tobia”, il progetto di beneficenza realizzato dalla Accademia Nazionale Pizza DOC in collaborazione con l’ARLI – Associazione Regionale Leucemie Infantili, che mette a disposizione gratuitamente un appartamento per le famiglie dei piccoli pazienti ricoverati all’ospedale “Santobono – Pausillipon” di Napoli.

Al via del direttore di gara, il pizzaiolo avrà a disposizione 5 minuti per preparare la sua pizza, dopodiché essa verrà mostrata alla giuria. I giudici assegneranno un punteggio da 50 a 100, basando la loro valutazione su tre principi: Gusto, Cottura e Aspetto. Il voto rimarrà segreto. Possono partecipare tutti i pizzaioli/le che abbiano compiuto 16 anni di età.

Ben 11 le categorie a cui possono iscriversi i partecipanti della settima edizione del Campionato Nazionale Pizza DOC: Pizza Classica, la pizza specialità del concorrente; Pizza Margherita DOC, anche senza rispettare il disciplinare STG; Pizza Contemporanea, realizzata con tutte le moderne tecniche di impasto; Pizza in Teglia, la classica pizza a fette; Pizza in Pala; Pinsa Romana; Pizza senza Glutine; Pizza Dessert; Pizza Gourmet; Pizza Fritta; Fritti, le 3 tipologie di fritto classico e contemporaneo come il crocchè di patate, arancino e frittatina di pasta.

Il Campione Nazionale Pizza DOC 2021 sarà proclamato durante la cerimonia dei “Pizza DOC Awards” e sarà scelto tra il primo classificato della pizza classica, della pizza margherita e della pizza contemporanea, in funzione di chi ottiene il punteggio più alto.

Leggi tutto

Annamaria Parlato 21/09/2022

L'ampeloterapia a Salerno si fa con la Sanginella, l'uva di San Matteo

Simbolo emblematico dell’autunno, è sicuramente l’uva. I suoi chicchi rotondi, profumati e maturi, si alimentano e crescono proprio con il calore del sole estivo, un vero e proprio toccasana per la nostra salute. L’uva, uno dei frutti di più antica conoscenza, risulta di numerose bacche (acini) riunite lungo graspi più o meno ramificati.

Gli acini variamente colorati (bianchi, ambrati, verdicci, alabastrini, rossi o violacei) sono solitamente rivestiti da una “pruina” opaca, glaucescente, costituita da cera: sono formati da un involucro esterno (buccia o fiocine) e racchiudono una polpa, ora densa, ora acquosa, con “vinaccioli”, due o quattro semi piccoli e durissimi, talvolta mancanti.

Ma l’uva è soprattutto un alimento terapeutico e depurativo. Infatti, l’ampeloterapia è una dieta fatta di sola uva, che dona all’organismo proprietà ricostituenti e disintossicanti. Il termine deriva dal greco ampelos, che significa vite. Questa terapia, che consiste nel mangiare gli acini dell’uva o nel berne il succo, era praticata sia in Grecia, sia nella Roma Imperiale e perfino nei paesi Arabi. L’uva è indicata nelle gravidanze, nelle convalescenze, nelle dermatosi, nei disturbi dell’ipertensione. Oltre ad essere alleata della bellezza, è un efficace antidoto contro lo stress quotidiano o generato dal rientro post-vacanza, grazie al suo potere tranquillante.

Digeribile, contribuisce a ridurre il livello di colesterolo nel sangue e ad espellere l’acido urico. E’ un grande rimedio per prevenire e combattere i tumori. La cura (ampeloterapia) va fatta se possibile per una o due settimane. Il succo d’uva, definito anche latte vegetale, poiché simile per la sua composizione al latte umano, è consigliato in particolar modo a bambini, studenti, sportivi, anziani. Prima di essere mangiata, l’uva va sempre accuratamente lavata, in modo da togliere polvere ed eventuali tracce di solfato di rame.

Perché una cura a base di uva sia efficace, bisogna alimentarsi con uno o due chili di uva al giorno. Durante il periodo estivo, il corpo umano tende a produrre una dose massiccia di radicali liberi, quindi bisogna proteggere l’organismo prima dell’inizio dell’inverno. Inoltre l'uva, con il suo alto contenuto di acqua e un con discreto contenuto di fibra, permette di purificare l'intestino e il fegato. Non solo, essendo anche ricca di minerali, come il potassio, contribuisce a ridurre la pressione sanguigna e regolare il battito cardiaco.

Il periodo utile per iniziare la cura va dalla fine di agosto alla fine di ottobre. Prima d’iniziare la cura è opportuna una preparazione di alcuni giorni a base di frutta e verdura cruda. Se la cura si dovesse prolungare oltre una settimana, sarebbe opportuno reintegrare gli alimenti in maniera graduale. Spremute, frullati, centrifugati, sono ideali prima di passare a frutta e verdura cruda masticata molto, sino poi a riprendere man mano la normale alimentazione. Disintossicarsi con l'uva è possibile, attenzione però al "fai da te", consultate il medico prima di intraprendere l’ampeloterapia.

L'uva, infatti, per l'elevata presenza di zuccheri come glucosio e fruttosio, può rappresentare un problema per chi soffre di glicemia alta, secondo quanto suggerisce il sito web della Fondazione Veronesi. Nelle zone collinari di Salerno e in alcuni comuni dei Picentini, è possibile reperire, anche se con un po' di difficoltà, l’uva Sanginella, protagonista da sempre sulle tavole dei salernitani nel giorno della festa del Santo Patrono Matteo.

I fruttivendoli, sino al 1960 circa, esponevano davanti al banco della frutta i famosi “pennacchi” di sanginella, come devozione verso il Santo. Poi, questa cultivar è andata scomparendo, sia per la difficoltà nel coltivarla sia perché la fillossera ha intaccato pian piano i vigneti, e oggi se ne sta tentando il recupero, tant’è che nel 2021 ha ricevuto anche la denominazione De.Co.

Ha grappoli di media grandezza, acini fitti ed allungati, carnosi dolci, poco sugosi, polpa croccante, matura in agosto; il colore dell'acino varia, secondo l'esposizione solare, da verde a giallo dorato. Se ne ricava un ottimo passito ed è ideale se impiegata in cucina per arricchire panettoni, dolci, gelati e affinare formaggi. Già la Scuola Medica ne esaltava le proprietà benefiche, e nel Giardino della Minerva sono state rinvenute alcune tracce della presenza di questo vitigno. E allora perché non approfittare della Sanginella per depurarsi, magari dopo le abbuffate di tutte le prelibate pietanze preparate dalle cuoche salernitane nel giorno della festa di San Matteo?

Leggi tutto

Lascia un commento

Cerca...