Confesercenti Salerno su dati Istat Febbraio: "Leggeri segnali di ripartenza"
Non ancora riconquistato tutto il gap con i massimi livelli raggiunti nel post pandemia
Redazione Irno24 28/02/2023 0
I dati Istat sull’indice di fiducia a febbraio - si legge in una nota di Confesercenti Salerno - restituiscono i primi segnali positivi, anche se nel complesso, a livello economico, il quadro rimane in chiaroscuro. Da un lato, infatti, si assiste ad una netta ripresa della fiducia da parte dei consumatori, che recuperano 3,1 punti sul mese scorso. Recupero dovuto soprattutto all’aspettativa di un miglioramento del clima economico generale e di quello futuro, dettato anche dal rallentamento dell’inflazione e dall’abbassamento dei prezzi energetici.
Non si è ancora riconquistato tutto il gap con i massimi livelli raggiunti nel post pandemia e l’indice si trova di fronte a discrete oscillazioni mensili, ma potrebbe essere un segnale positivo se riuscirà a rimanere stabile. Dal lato delle imprese, invece, si assiste ad un certo stallo complessivo.
E se il commercio al dettaglio, dopo mesi di alti e bassi, registra un miglioramento di 4 punti, preoccupa l’arretramento dei servizi di mercato e, in particolare, il dato delle imprese turistiche, che vede calare l’indice di 2,5 punti. A pesare, in questo caso, è soprattutto il deterioramento delle attese future sugli ordini. Ma sulle imprese del settore pesa anche l’emergenza lavoro: arrivano molte segnalazioni dagli associati sulle difficoltà di reperimento di personale, in crescita con l’avvicinarsi della stagione primaverile, e per il quale è urgente trovare una soluzione.
"Il dato sulla ricerca di personale specializzato e non per la prossima stagione estiva - dichiara il presidente provinciale di Confesercenti, Raffaele Esposito - è ormai endemico e certifica un problema enorme per migliaia di attività e relativi territori, che stanno letteralmente perdendo attrattività e servizi, specie in bassa e bassissima stagione. È una crisi amplificata dai sostegni della pandemia con “troppi” (e giusti) benefit ai lavoratori e meno alle imprese; oggi, trovare personale qualificato per la stagione estiva è una chimera e bisogna ripiegare su chi è disponibile anche senza esperienza, per buona pace della professionalità, quest’ultima sempre più apprezzata dall'utenza, specie straniera, ma purtroppo, loro malgrado, sempre meno proposta dalle aziende.
Altro tema per alcuni territori salernitani a forte vocazione turistica sono i troppi cantieri lungo le nostre comunità costiere, lavori evidentemente necessari ai quali troppi spesso non si accompagnano una calendarizzazione certa ed una efficace comunicazione all’utenza locale. Tra poco più di un mese ci sarà il banco di prova della Pasqua, che ha da sempre rappresentato una boccata di ossigeno per intere comunità della nostra provincia, e speriamo di poter offrire ovunque un territorio degno, sicuro e confortevole al pari della bellezza naturale che ha baciato questo angolo di Italia che è la provincia salernitana.
Siamo felici di aver visto, infine, un recupero del commercio tradizionale, che è sempre particolarmente attenzionato dalla nostra confederazione e per il quale è in prima linea per la realizzazione dei distretti del commercio. La stagione estiva rappresenta spesso un importante momento di incremento del commercio tradizionale legato al Made in Italy ed all’artigianato di qualità, che lungo la nostra provincia di certo non mancano".
Potrebbero interessarti anche...
Salvatore Riela 03/12/2024
Londra Gatwick per l'Aeroporto di Salerno, un successo dopo l'altro
Dopo l'inaugurazione a Luglio 2024 dell'aeroporto di Salerno-Costa d'Amalfi, che ha regalato alla città un faro per il turismo e per l'economia, dal 22 Maggio 2025 alle destinazioni si aggiungerà anche Londra Gatwick, il secondo aeroporto londinese dopo Heathrow. Sarà un Airbus 320-200, da 177 posti, l'aereo messo a disposizione dalla British Airways Euroflyer, compagnia che servirà la tratta. I giorni previsti per le partenze saranno lunedì, giovedì e sabato.
Salgono, quindi, a 18 le destinazioni raggiungibili da Salerno, di cui 5 nazionali e 13 internazionali. La notizia è stata diffusa da GESAC, l'ente che gestisce gli aeroporti della Campania, che ha creduto fortemente in questa iniziativa. Il motivo per cui è stata scelta la città di Salerno trova ragione nella continua attrattività della Costa d'Amalfi e del Cilento.
Una novità che aiuterà l'aeroporto di Salerno ad ampliare il proprio network ed il proprio pubblico e che arricchirà notevolmente la qualità dei servizi. Sull'argomento si esprime Margherita Chiaramonte, direttrice commerciale Aviation di GESAC: "Siamo felici e orgogliosi che British Airways, storica compagnia aerea presente a Napoli, abbia deciso d’investire a Salerno. La presenza di un partner di prestigio come British Airways, primo vettore legacy ad offrire collegamenti al Salerno-Costa d'Amalfi, conferma l’attrattività del territorio e la forza del sistema aeroportuale campano".
"Le scelte strategiche del governatore De Luca, la sinergia tra le istituzioni del territorio, l'impegno del gestore e dei lavoratori stanno producendo grandi risultati. Continuiamo a lavorare tutti insieme per la crescita dell'infrastruttura, del servizio e del territorio". Questo, invece, il commento del sindaco di Salerno, Vincenzo Napoli.
Stando ai dati statistici relativi all’Aeroporto di Salerno, diffusi da Aeroporti2030, nel mese di Ottobre le partenze ed i movimenti registrati sono risultati superiori rispetto a quelli del mese precedente. In totale, i movimenti nel mese di Ottobre sono 2622, suddivisi come segue: voli nazionali 378 (+48% rispetto a settembre), internazionali 456 (+34%), totale commerciale 834 (+40%), aviazione generale 1788 (+8,6%).
L’obiettivo è quello di creare una rete aeroportuale che determini il flusso turistico non solo salernitano, ma dell’intero territorio campano. Il consigliere regionale Luca Cascone ha affermato che, entro la fine del 2024, l’aeroporto di Salerno punterà ad arrivare a 200mila passeggeri e ad aumentare ulteriormente le destinazioni raggiungibili.
Redazione Irno24 11/01/2022
Istat, per il 63% delle imprese l'occupazione sale nel 2022
Per il 63% delle imprese nel 2022 l’occupazione crescerà sulla spinta della ripresa del Pil e della situazione economica generale anche se pesa l’incognita Covid con l’avanzare della variante Omicron. È quanto emerge dall’indagine dell’Unione europea delle cooperative (Uecoop) su un campione di imprese a livello nazionale in riferimento agli ultimi dati Istat con gli occupati a novembre 2021 che, per la prima volta dall’inizio della pandemia, tornano sopra quota 23 milioni.
Un segnale importante dopo che l’emergenza Covid ha stravolto non solo la salute degli italiani ma anche il sistema economico con un taglio di 65 miliardi di euro degli investimenti da parte delle imprese nel 2021 rileva Uecoop su dati Cerved. Una situazione alla quale ha fatto argine la tradizionale resilienza del sistema delle imprese cooperative italiane che può contare su quasi 80mila realtà con oltre un milione di occupati e una presenza trasversale su più settori produttivi e servizi, dalla logistica al turismo, dall’alimentare alla sanità, dalla scuola agli spettacoli.
In questo scenario è strategico l’avanzare della campagna vaccinale in grado di scongiurare qualsiasi ipotesi di nuove chiusure e ripercussioni sul lavoro. Una situazione ancora incerta che si riflette sull’orientamento di una parte delle imprese, con 1 su su 3 (37%) che ancora per quest’anno non prevede una crescita dell’occupazione.
Redazione Irno24 04/12/2020
Fenailp: "Governo condanna a morte l’economia, pagheremo le tasse nel 2022"
“Le tasse le pagheremo nel 2022” lo avevamo annunciato già durante la prima fase di pandemia, lo scorso Aprile, da quando da oltre due mesi la gran parte delle Imprese Italiane erano chiuse, fatte salve quelle poche beneficiarie della “lotteria” dei codici ATECO che hanno potuto continuare l’attività e lo ribadiamo alla vigilia del periodo commercialmente più importante dell’anno. Senza clienti, senza incassi, ma con dipendenti, contributi, tasse, affitti, bollette, mutui ed impegni pregressi, per non parlare della merce e delle scorte.
Poi è arrivata la seconda fase, temuta da tutti gli Operatori Commerciali, ed il Governo non ha fatto altro che rinviare di qualche mese solo alcune scadenze fiscali e dare per taluni Settori Merceologici dei veri e propri palliativi. La situazione è diventata ormai esplosiva, con risvolti non solo economici, ma anche sociali e umani pesantissimi.
Le aziende sono attonite, atterrite e disorientate da una situazione mai vista prima, che sta producendo effetti disastrosi ben al di là di ogni peggiore previsione, gli esercenti che hanno chiesto sempre e soltanto di poter lavorare al servizio dei propri clienti e delle proprie città si trovano oggi nella impossibilità di farlo per motivi non certo imputabili a loro responsabilità. Ma mentre gli è di fatto impedito, per legge, di lavorare e quindi di fatturare e di incassare, chi governa non si è preoccupato di fermare i costi a cui le aziende devono far fronte e che invece devono continuare a correre.
Gli Operatori del Commercio, dell’Artigianato del Turismo e dei Servizi sono allo stremo. Ed è per questo che la FeNAILP ed i suoi Associati non pagheranno fino al 31 dicembre 2021 nessuna Tassa. Questa è la forma di protesta estrema, alla quale la categoria si sente costretta per mille validissimi motivi, ultimo dei quali uno che supera e comprende tutti gli altri: le aziende non hanno più risorse e preferiscono continuare a pagare prioritariamente dipendenti e fornitori rispetto ad uno Stato che non comprende, anzi calpesta, le ragioni di esistere delle Categorie Commerciali da sempre traino della Economia Nazionale.
Non pagare le Tasse vuole essere una ribellione pacifica e silenziosa contro un sistema statale che continua a trattare le imprese e i professionisti come bancomat, senza tutela né rispetto. Soprattutto, senza riconoscerne l’importanza prima dell’era Covid-19 e poi, nel 2020 il brusco stop imposto dalla pandemia, che già ha portato i consumi indietro di trent'anni e che ora rischia di compromettere l’esistenza di un intero sistema. Mentre il Governo emana Dpcm di “ristori” spesso irrisori, e la sospensione per qualche mese della contribuzione fiscale, non considerando che non lavorando, e quindi non incassando, le Aziende non avranno risorse per far fronte a questi impegni.
In base a criteri che francamente appaiono incomprensibili, il sacrificio che viene chiesto ricade sulle spalle di alcuni e non di tutti col rischio di vanificare il sacrificio e, soprattutto, di spostare arbitrariamente i consumi da un settore all’altro. Perché è evidente che se un negozio di abbigliamento o di articoli per la casa non potrà stare aperto in questo periodo, gli acquisti di Natale saranno concentrati su altri settori ai quali invece è concesso di lavorare. È mai possibile che, solo per fare alcuni esempi, “i centri commerciali e la grande distribuzione possano trattare la vendita di prodotti che ai negozi di vicinato non è consentito vendere, i commercianti su aree pubbliche non siano autorizzati a vendere, per esempio, fiori o calzature per bambini, mentre invece lo sia concesso alle analoghe attività a posto fisso?”.
Una disparità di trattamento che causa incredulità, rabbia e sconforto. Per questo, la FeNAILP ha deciso di alzare la voce e fare di tutto per impedire il progetto di liquidazione di un intero settore economico, quello del commercio al dettaglio. La Federazione Nazionale Imprenditori e Liberi Professionisti si batterà fino all’ultimo per la sopravvivenza non solo delle attività associate ma anche di quel pezzo importante del sistema che rappresenta, senza il quale l’evasore fiscale è un ladro della collettività e come tale va condannato, chi protesta contro l’iniquità dello Stato adottando uno strumento legittimo come lo sciopero fiscale compie un atto ben diverso e ben più condivisibile anche da un punto di vista sociale.
NOTA STAMPA FENAILP