Salerno, Alfano I scuola capofila della Rete Licei Musicali e Coreutici
La prof.ssa Barone, dirigente scolastico, è stata contestualmente eletta coordinatrice nazionale
Redazione Irno24 04/07/2025 0
Con comunicazione ufficiale del Ministero dell’Istruzione e del Merito, viene reso noto che in data 20 giugno il Liceo Alfano I di Salerno è stata eletta scuola capofila della Rete Nazionale dei Licei Musicali. La prof.ssa Barone, dirigente scolastico, è stata contestualmente eletta coordinatrice nazionale della Rete, che torna così operativa dopo alcuni anni di sospensione.
La Rete, nata nel 2011 per valorizzare e sostenere l’identità dei licei musicali e coreutici italiani, ha avuto un ruolo fondamentale nel promuovere una visione comune per l’intero sistema formativo attraverso seminari, linee guida, riflessioni condivise e una piattaforma online di riferimento. Il Liceo Alfano I, tra le prime scuole a costituire la Rete fin dalla sua nascita, ha avuto da sempre un ruolo attivo e riconosciuto a livello nazionale, contribuendo in maniera determinante alla diffusione delle buone pratiche e al dialogo tra le istituzioni scolastiche.
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Redazione Irno24 15/02/2021
Salerno, fondazioni Carisal e Menna insieme per iniziative culturali
È stato firmato nei giorni scorsi il protocollo d'intesa tra la Fondazione Cassa di Risparmio Salernitana e la Fondazione Filiberto e Bianca Menna con l’obiettivo comune di promuovere attività sociali volte a tutelare e valorizzare il patrimonio storico, artistico, culturale ed ambientale attraverso iniziative per sensibilizzare la comunità salernitana.
Due realtà di origini diverse, che si pongono l’obiettivo di promuovere la crescita culturale, sociale ed economica del proprio territorio. La Fondazione Carisal è una delle 86 fondazioni di origine bancaria presenti in Italia e che da oltre 20 anni accompagna lo sviluppo culturale, sociale ed economico del proprio territorio, favorendo la crescita della comunità attraverso la promozione e la diffusione della cultura e dell’arte, la conservazione e la valorizzazione dei beni culturali e delle arti applicate, la ricerca scientifica e le innovazioni tecnologiche, la crescita e la formazione giovanile, attività sportive e filantropiche.
La Fondazione Menna, istituzione riconosciuta di Alta Cultura, inserita dal Ministero per i Beni Culturali tra i luoghi del contemporaneo, è nata nel 1989 per volontà della famiglia Menna e promuove, da sempre, iniziative e progetti volti ad approfondire e diffondere la conoscenza del presente dell’arte, rinnovando così la lezione teorica dello studioso salernitano, fra i protagonisti del dibattito critico del secondo Novecento. La Fondazione svolge la propria missione culturale con precise strategie operative che privilegiano il confronto critico e l’educazione, in una prospettiva orientata a quella costruzione del nuovo, di cui lo stesso Menna è stato costante promotore nel corso della sua attività di ricerca.
"Investire nella cultura e nella creazione di reti sostenibili in un’ottica comunitaria sono, oggi, due aspetti di fondamentale importanza per agire sinergicamente - dichiara il Presidente della Fondazione Carisal, Domenico Credendino - e riuscire a contribuire alla crescita e al miglioramento del tessuto sociale ed economico della nostra comunità".
"Siamo lieti di annunciare di avere sottoscritto con la prestigiosa Fondazione Carisal - afferma il Presidente della Fondazione Menna, Claudio Tringali - un protocollo di intesa finalizzato alla promozione di attività volte a tutelare e valorizzare il patrimonio storico ed artistico locale ed in generale la cultura e l’arte. Ci auguriamo che grazie alla volontà di collaborazione tra i sodalizi ed all’intesa raggiunta, in un momento difficile per le Istituzioni culturali, saremo in grado di dare un migliore contributo all’offerta culturale della nostra città".
Federica Garofalo 24/12/2020
La tradizione del Natale a Salerno fra leccornie, "cunti" e rituali
Molti pensano che il Natale vissuto a Salerno non sia altro che quello vissuto a Napoli “in scala ridotta”: in realtà delle differenze ci sono, quello salernitano è un Natale forse più “ancestrale” e “tenebroso”. Certo, anche a Salerno tradizionalmente scendono gli zampognari per la Novena di Natale, i botti fanno parte del paesaggio sonoro dell’ultimo scorcio di dicembre, e nelle pasticcerie (o “spezierie manuali”, come venivano chiamate a fine Ottocento) campeggiano susamielli, roccocò, raffiuoli, mostaccioli, divino amore, paste reali e cassate della tradizione napoletana.
I dolci casalinghi natalizi tipicamente salernitani, tuttavia, sono leggermente più semplici e rustici. Anzitutto le zeppole, ciambelle fritte e guarnite di zucchero o miele, addirittura un’antica credenza vuole che l’esplosione di una zeppola troppo gonfia porti male, e per scongiurare il pericolo si debba sputare nel fuoco e recitare la scaramanzia: “Puzzate jettà ‘o sango!” [“che possiate buttare il sangue”]; poi ci sono i cazuncielli, sorta di panzerotti di pasta dolce ripieni di cacao e castagne e poi fritti e bagnati di miele; e gli immancabili struffoli, forse di origine longobarda data l’origine germanica della parola, palline di pasta fritte e bagnate nel miele, tra l’altro ne esiste anche una versione salata condita con lardo e aglio.
La cena della vigilia di Natale (che comincia circa alle 19) è, come a Napoli, a base di pesce, venduto prima a via Porta di Mare, la cui piazza era chiamata appunto “Pietra del Pesce”, poi a Piazza Flavio Gioia. Il primo piatto sono gli immancabili spaghetti con le vongole (“lupini” prevalentemente) o, in mancanza di queste, con la tipica colatura di alici della Costiera Amalfitana; segue il capitone fritto, la frittura mista di pesce e il baccalà fritto o all’insalata; d’obbligo per contorno l’insalata “di rinforzo” (cavolfiore e sottaceti con olive, capperi e acciughe) e i broccoli di Natale; per dessert, insieme ai dolci sopra nominati, frutta secca a volontà.
Dopo cena, si aspettava la mezzanotte giocando a tombola o a “sette e mezzo”, mentre i bambini ascoltavano i cunti che, dalla bocca della nonna o dell’anziana zia, raccontavano loro storie di spiriti, streghe, diavoli e munacielli; al momento della nascita del Cristo, saranno proprio loro a portare in processione il Bambinello nel presepe al canto di “Tu scendi dalle Stelle”. Una tradizione tipicamente salernitana vuole che le donne compiano un “rituale di purificazione” girando per le stanze della casa con un braciere pieno d’incenso recitando formule propiziatorie.
Eccone una:
Uocchie, maluocchie,
frutticielle all'uocchie;
schiatta 'a mmiria
e ccrepa lu maluocchio.
Maluocchio, maluocchio,
chi tene mmiria pozza schiattare.
Chesta è 'accetta
ca ogne mmale annetta,
chesta è 'a ronga
ca onne mmale stronga.
Uocchio, maluocchio,
ddoje uocchie afferrano,
e ttre uocchie levano;
lu Patre, lu Figlio e lu Spiritussanto!
Fremmate, uocchio,
nu gghì cchiù 'nnanze!
Attenzione però ai bambini che nascono in questa notte: potrebbero diventare lupi mannari!
Per saperne di più: Francesco Maria Morese, L’Eredità degli Antenati, Cosenza, Luigi Pellegrini Editore, 2019.
Redazione Irno24 30/05/2022
Presentata ufficialmente l'edizione del decennale di "Salerno Letteratura"
La felicità, la rivoluzione: questo il tema scelto per i primi dieci anni del festival "Salerno Letteratura", in programma dal 18 al 25 giugno 2022 e presentato quest'oggi al Comune di Salerno. Una sfida coraggiosa: in un momento storico contrassegnato da crisi profonde, è difficile interrogarsi sulla felicità che la letteratura stessa fa fatica a sondare, ma forse – come indicava provocatoriamente Pasolini, a cui, in occasione dei cento anni dalla nascita, sarà dedicato il percorso Pasoliniana – felicità e rivoluzione sono profondamente legate.
Tantissimi eventi animeranno il centro storico di Salerno con ospiti di primissimo piano: André Aciman, Massimo Cacciari, Massimo Popolizio, Ingo Schulze, Mariangela Gualtieri, Vito Mancuso, Giancarlo De Cataldo, Maura Gancitano, Dacia Maraini, Valeria Parrella, Marino Niola, Diego De Silva, Valerio Magrelli, Aldo Cazzullo, David Foenkinos, Alan Friedman, Francesco Rutelli, Mattia Feltri, Francesco Paolo Figliuolo, Elisabetta Moro, Francesca Valente (vincitrice Premio Campiello opera prima 2022), Aurelio Picca, Filippo Ceccarelli, Pietrangelo Buttafuoco, Eva Cantarella, Carmen Aguirre, Monica Ojeda, Gino Castaldo, Sergio Rizzo, Daria Bignardi, Ermal Meta (autore del romanzo "Domani e per sempre", ndr), Maylis de Kerangal, Gianni Cuperlo, Giuliana Sgrena, Claudio Martelli, Igiaba Scego, Jonathan Bazzi, Maurizio Ferraris, Ivano Dionigi, Elena Stancanelli (finalista Premio Campiello).
Tante le novità, a partire dalle sezioni del festival, che diventano dieci proprio in occasione del decennale: Pasoliniana; Ferite della nazione, il cantiere della riflessione storica, nato in collaborazione con l’Università di Salerno; Finzioni/Il mondo narrato; Classica; Sguardi sul mondo attuale (Economia/scienza/politica); Salerno Filosofia; Summer School; Spazio ragazzi. Non mancheranno gli spettacoli, con nomi di assoluto prestigio.
Si conferma la Summer School, in una edizione più ricca e tutta nuova. Cinque giorni, 25 ore e tre indirizzi separati: Sceneggiatura, in collaborazione con l’Università LUISS Guido Carli di Roma; Giornalismo culturale, con il Collettivo scomodo e iltuogiornale.it e Retorica con Roberto Lombardi. Si aggiunge poi un percorso formativo comune curato da il DipSUm e il DisUFF dell’Università di Salerno. Inoltre, i ragazzi potranno concorrere ad una borsa di studio assegnata dalla LUISS per frequentare la loro Summer School a Roma.
Come di consueto, Salerno Letteratura presenterà al pubblico gli autori della cinquina del Premio Strega in uno dei primi appuntamenti pubblici al Sud Italia dopo la proclamazione, e torna il Premio Salerno Libro d’Europa sostenuto da Bper Banca: la scelta della giuria tecnica, composta da Daria Bignardi, giornalista, conduttrice e scrittrice, Paolo Di Stefano, scrittore, giornalista e accademico e Matteo Palumbo, professore onorario di Letteratura italiana all’Università Federico II di Napoli, è ricaduta su Unorthodox di Deborah Feldman (Solferino), I miei stupidi intenti di Bernardo Zannoni (Sellerio) e Lanny di Max Porter (Sellerio). Una nutrita giuria popolare decreterà il vincitore.