Salerno, siglato contratto provinciale per operai agricoli e florovivaisti
Prevede un aumento delle retribuzioni pari all'1,8%
Redazione Irno24 28/09/2021 0
E’ stato siglato questa mattina tra Coldiretti, Cia, Confagricoltura, Flai-Cgil, Fai-Cisl, Uila-Uil, il rinnovo del Contratto Provinciale di Lavoro per gli operai agricoli e florovivaisti della provincia di Salerno, scaduto il primo gennaio 2020. Il contratto – che interessa circa 27mila operai agricoli della provincia di Salerno – prevede un aumento delle retribuzioni pari all’1,8% (a fronte del 4.8% inizialmente richiesto) e il riconoscimento di una indennità di vacanza contrattuale pari a 50 euro. Previsto anche un piccolo ritocco di due euro nei rimborsi spese e un aumento nei rimborsi chilometrici.
“È stata una trattativa complessa e articolata durata mesi - spiega il presidente di Coldiretti Salerno, Vito Busillo - ma la comune volontà delle parti di trovare un punto di equilibrio ha consentito di trovare un accordo importante che consolida e rafforza le relazioni sindacali nelle dinamiche di crescita del territorio.
Si tratta anche della conferma della dinamicità del settore agricolo e del ruolo che può svolgere a sostegno della ripresa. L’agricoltura non si è mai fermata durante la pandemia, e si è sempre più contraddistinta come settore di richiamo dal punto di vista occupazionale. L’accordo è stato possibile a seguito di una dettagliata analisi dell’andamento dell’economia agricola provinciale, che rappresenta il settore economico principale della provincia”.
Tra le novità, il Contratto prevede, a tutela dell’immigrazione, la traduzione in lingua madre di tutte le informazioni essenziali su salute e sicurezza sul lavoro in carico all’Ebat, permessi da dedicare allo studio della lingua italiana e il cumulo, per i lavoratori a tempo indeterminato, di più periodi di ferie per consentire il rientro periodico nei paesi di origine. Il contratto interessa 3690 aziende per un numero pari a 3 milioni 115mila giornate lavorative e oltre ventisettemila dipendenti agricoli.
Nel 2020 si è registrato un calo di 137mila giornate lavorative rispetto al 2019, effetto della pandemia e del reddito di cittadinanza: “Purtroppo i sussidi al reddito sono diventati un disincentivo al lavoro nelle aziende, soprattutto nel settore primario - spiega il direttore di Coldiretti Enzo Tropiano - lo dimostra il calo di quasi 150mila giornate lavorative in un anno. Scarseggiano lavoratori nei campi, nelle stalle, trattoristi, operai nei caseifici e negli impianti di trasformazione. E’ un problema che va affrontato e risolto”.
Potrebbero interessarti anche...
Redazione Irno24 01/04/2021
Confcommercio Salerno scrive al Prefetto: "Bisogna riaprire le attività"
Il Consiglio direttivo di Salerno di Confcommercio Campania ha chiesto un incontro urgente al Prefetto per segnalare la grande preoccupazione degli esercenti. "Sono già troppi i commercianti del settore abbigliamento, calzature e preziosi di Salerno e provincia che manifestano l’insostenibilità di tenere ancora le serrande abbassate nel caso di un eventuale nuovo prolungamento in zona rossa in Campania - è scritto nella nota inviata al Prefetto - una protesta spontanea che nasce dalla situazione di grandissima difficoltà del comparto che ha subito 5 mesi di chiusure e non riesce più a far fronte ai fitti, ai costi fissi e alle scadenze con i fornitori. Un vero e proprio allarme sociale che ci colpisce da vicino perché potrebbe sfociare in proteste difficili da gestire".
"Abbiamo finora rispettato e chiesto agli associati di osservare le regole imposte ma, adesso, intendiamo farci carico di un disagio che rischia di non essere più controllato - sostiene Marco Salvatore, Presidente Federmoda Salerno - sono centinaia le aziende che, se dovessero proseguire le chiusure forzate, rischiano di non riaprire più".
Alla nota si aggiunge l’accorato appello di Michele Cicalese, Commissario Federpreziosi Campania: "Avendo già aderito alla protesta pacifica indetta dalla campagna nazionale 'Il futuro non si chiude' diventa forte il nostro grido di allarme per manifestare il disappunto e far valere i nostri diritti.
I gioiellieri non sono il problema, quanto più siano stati adottati, da sempre, tutti i protocolli necessari per garantire la tutela nostra e dei nostri clienti. Il problema resta a monte per quanto riguarda i parametri che generano le aperture e le chiusure delle attività. Dunque, andrebbe rivalutata la nostra posizione: siamo disposti a lavorare su appuntamento, ma dovrebbero permetteteci di farlo quanto prima".
Redazione Irno24 14/04/2021
Coldiretti Campania, tavoli esterni salvano 700 agriturismi
La possibilità di riaprire le attività di ristorazione a pranzo e a cena sfruttando gli spazi all'aperto salverà i 700 agriturismi della Campania, che possono contare su ampie aree all’esterno per assicurare il necessario distanziamento a tavola.
E’ quanto afferma la Coldiretti Campania nel commentare positivamente l'ipotesi contenuta nella bozza delle linee guida sulle riaperture, che le Regioni dovrebbero presentare al Governo alla Conferenza Stato-Regioni.
Una misura attesa dopo che le chiusure a singhiozzo dall’inizio della pandemia hanno tagliato i redditi degli operatori con perdite di fatturato stimate alla Coldiretti in 1,2 miliardi di euro a livello nazionale, 35 milioni nella sola Campania. In provincia di Salerno gli agriturismi dispongono di 7.500 coperti e i 1.900 posti letto.
Redazione Irno24 21/02/2026
Salerno, ASI-SVIMEZ: cresce occupazione al Sud, ma i giovani partono
Il Sud cresce, ma continua a perdere i suoi figli migliori. Questa la contraddizione al cuore del convegno "La libertà di partire, il diritto di restare", svoltosi ieri mattina presso la Camera di Commercio di Salerno, su iniziativa di ASI Salerno, FICEI e SVIMEZ. Un vertice a porte aperte che ha riunito istituzioni regionali e nazionali, mondo accademico, imprenditori e rappresentanti del territorio in un confronto senza precedenti sul futuro industriale del Mezzogiorno.
I numeri del Rapporto SVIMEZ 2025, presentato dal direttore generale, Luca Bianchi, disegnano un Sud in accelerazione: tra il 2021 e il 2024, il PIL meridionale è cresciuto dell'8,5%, oltre il doppio del +5,8% registrato dal Centro-Nord. L'occupazione ha guadagnato quasi 500mila unità, con il Sud che ha contribuito per oltre un terzo alla crescita occupazionale nazionale. Una performance che non ha precedenti nella storia recente del Mezzogiorno.
Eppure, dietro questi dati positivi si nasconde una ferita aperta. Nello stesso triennio 22-24, 175mila giovani tra i 25 e i 34 anni, 7mila in più rispetto al periodo pre-pandemia, hanno lasciato il Mezzogiorno diretti al Centro-Nord o all'estero. A rendere il paradosso ancora più bruciante è il profilo di chi parte: il 50% degli uomini e il 70% delle donne nella fascia 25-34 anni che emigrano sono laureati. SVIMEZ stima una perdita secca per il Mezzogiorno di circa 6,7 miliardi di euro l'anno in termini di costo di formazione del capitale umano disperso.
Piero De Luca, Capogruppo in Commissione Politiche UE della Camera dei Deputati, ha riportato la dimensione europea della questione meridionale al centro del dibattito politico nazionale, sottolineando come le sfide del Mezzogiorno siano ormai inscindibili dalle politiche di coesione dell'Unione Europea.