Nasce in Campania un progetto di recupero virtuoso dei rifiuti marini

Prevede la co-progettazione di soluzioni innovative per generare valore economico, sociale ed ambientale

Redazione Irno24 12/05/2022 0

Molteplici fattori stanno mettendo a repentaglio la biodiversità marina e costiera, e soprattutto il delicato equilibrio su cui regge il suo ecosistema. Uno fra questi è l’enorme quantitativo di rifiuti sversati in mare, galleggianti o ormai sedimentati nei fondali marini: purtroppo, ancora oggi si stima che oltre 731 tonnellate di plastica entrano nel Mar Mediterraneo ogni giorno. Danni enormi ma non irreversibili se si attuano strategie e pratiche sostenibili, in grado di salvaguardare e tutelare la nostra risorsa mare.

Il Progetto FIRM “Una rete da pesca per la filiera dei rifiuti marini” è nato proprio con la finalità di sperimentare e creare le basi per lo sviluppo di una innovativa filiera dei rifiuti marini nella Regione Campania. Ispirandosi ai modelli di economia circolare, il progetto si focalizza su alcune categorie specifiche di rifiuti - reti da pesca (gost fishing) e plastica (PET) - e prevede la co-progettazione di una serie di soluzioni innovative in grado di generare valore economico, sociale ed ambientale per l’intero territorio e le comunità locali, in una prospettiva di sviluppo sostenibile.

Nello svolgimento della loro attività professionale, le cooperative di pescatori saranno attivamente coinvolte nella raccolta dei rifiuti sull’intera costa campana, che va dal Litorale Domitio fino alla Costiera Cilentana, incluse le isole del Golfo di Napoli. I rifiuti marini saranno depositati e differenziati in appositi contenitori per la raccolta, in aree opportunamente predisposte dalle amministrazioni comunali che hanno aderito al progetto, per essere successivamente destinati ad un processo virtuoso di recupero e riciclo, trasformando la “scarto” in risorsa (nuovi prodotti).

Il progetto è un’iniziativa corale che coinvolge tre istituti del Consiglio Nazionale delle Ricerche, sei Organizzazioni regionali, oltre 250 cooperative di pescatori, più di 15 amministrazioni comunali, e tutte le comunità locali nella salvaguardia e rigenerazione dell’ecosistema marino. Una rete collaborativa che unisce cultura, tradizione ed innovazione, e che parte dalla Campania per aprirsi verso altre sfide nel Mediterraneo. Promotore e capofila è l’Istituto di Ricerca su Innovazione e Servizi per lo Sviluppo del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR- IRISS), in collaborazione con l’Istituto di Scienze dell'Alimentazione (ISA) di Avellino e l’Istituto per i Polimeri, Compositi e Biomateriali (IPCB) di Pozzuoli.

Martedì 17 maggio, ore 15,30, il progetto FIRM sarà presentato - presso la Sala Riunioni della Giunta Regionale, a Napoli - dal responsabile scientifico, Dott.ssa Marcella De Martino, insieme ad una rappresentanza delle organizzazioni dei pescatori partner del progetto. All’evento interverranno l’Assessore regionale all’Agricoltura, Dott. Nicola Caputo, ed il Direttore Generale per le Politiche Agricole, alimentari e forestali, la Dott.ssa Maria Passari.

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Redazione Irno24 17/03/2022

Salerno, sequestrate tre discariche abusive a Cappelle

Questa mattina, la Polizia Municipale di Salerno, con il coordinamento del Comandante Rosario Battipaglia, ha operato il sequestro di tre aree nella frazione Sant'Elia a Cappelle Superiori adibite a discariche abusive di rifiuti di ogni genere. L'operazione è stata condotta da uomini del Nucleo Prevezione Reati, Decoro Urbano e Polizia Ambientale, diretti dal Capitano Mario Elia, con il supporto di personale del Settore Ambiente del Comune di Salerno.

Le aree sono state successivamente delimitate con nastro e sigillate. Sono in fase avanzata le indagini, attraverso telecamere di videosorveglianza, per l'individuazione dei responsabili, che saranno denunciati all'Autorità Giudiziaria e condannati al risarcimento e all'obbligo di ripristino dei luoghi.

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Redazione Irno24 31/07/2020

Sviluppo sostenibile, accordo fra Cattedra Unesco "Parthenope" e Coldiretti Campania

Ambiente, risorse e sviluppo sostenibile saranno al centro dell’accordo di cooperazione firmato dalla Cattedra Unesco del Dipartimento di Scienze e Tecnologie dell’Università degli Studi di Napoli “Parthenope” e la federazione regionale della Coldiretti Campania. A sottoscrivere il protocollo sono stati il direttore del Dipartimento prof. Giorgio Budillon, il coordinatore della Cattedra Unesco prof. Pier Paolo Franzese e il presidente regionale di Coldiretti, nonché vicepresidente nazionale, Gennarino Masiello.

L’intesa prevede la collaborazione nella ricerca scientifica nell’ambito delle tematiche d’interesse della Cattedra Unesco: conservazione della natura, aree protette e riserve della biosfera; capitale naturale e servizi ecosistemici; contabilità e valutazione ambientale; modellistica ecologica e ambientale; oceanografia, meteorologia e cambiamenti climatici; fisica dell’ambiente e monitoraggio ambientale; informatica ecologica e ambientale; green economy ed economia circolare; metabolismo urbano e città sostenibili; Agenda 2030 ONU e obiettivi di sviluppo sostenibile.

Coldiretti Campania offrirà collaborazioni “in campo” al fine di realizzare ricerche comuni, divulgazione dei risultati scientifici, scambio e trasferimento di informazioni e materiali scientifici, cooperazione attiva per l’avvio di progetti di ricerca congiunti, anche insieme ad altri Enti ed organismi pubblici e privati, nazionali ed internazionali.

La lista dei Patrimoni Culturali dell’Umanità Unesco della Campania comprende la Dieta Mediterranea, l’Arte dei Pizzaiuoli Napoletani, le Macchine a spalla di Nola, il Centro storico di Napoli, la Reggia di Caserta, il complesso monumentale di Santa Sofia a Benevento, Pompei ed Ercolano, la Costiera Amalfitana, il Parco Nazionale del Cilento (che include il Parco Archeologico di Paestum e la Certosa di Padula) e la Transumanza.

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Redazione Irno24 11/04/2020

Plauso da Coldiretti per il via libera alla silvicoltura

Con l’arrivo delle alte temperature che sta favorendo il moltiplicarsi degli incendi nei boschi è stata accolta la nostra richiesta di inserire anche la silvicoltura e la manutenzione delle aree forestali tra quelle essenziali che possono continuare ad essere svolte durante l’emergenza coronavirus.

E’ quanto afferma il presidente della Coldiretti, Ettore Prandini, nel commentare positivamente il via libera al lavoro nei boschi annunciato dal premier Giusrppe Conte. Una decisione - sottolinea Coldiretti - determinante per l’ambiente e la sicurezza della popolazione in un Paese come l’Italia dove più di 1/3 della superficie nazionale è coperta da boschi per un totale di 10,9 milioni di ettari.

Un patrimonio che va salvaguardato in un 2020 segnato fino ad ora da caldo e siccità che hanno creato condizioni ambientali particolarmente favorevoli allo scoppio degli incendi. La corretta manutenzione delle foreste aiuta a tenere pulito il bosco e ad evitare il rapido propagarsi delle fiamme.

L’inserimento delle attività di selvicoltura tra quelle non sospese è importante quindi - conclude Coldiretti - per consentire alle imprese del settore di tornare al lavoro e concludere le operazioni programmate. I boschi, gestiti in modo sostenibile, assolvono funzioni importanti per tutta la collettività, come per la prevenzione dalle frane e dalle alluvioni.

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