86 articoli dell'autore Salvatore Riela
Salvatore Riela 27/03/2026 0
Come funziona in Campania l'anagrafe delle opere pubbliche incompiute
L’anagrafe delle opere pubbliche incompiute è uno strumento istituito a livello nazionale per raccogliere, organizzare e monitorare tutte quelle opere pubbliche che, per vari motivi, non sono state portate a termine. La sua introduzione risponde all’esigenza di garantire trasparenza amministrativa e migliorare la gestione delle risorse pubbliche, al fine di garantire un corretto funzionamento. Questo sistema consente di avere una visione chiara e aggiornata delle infrastrutture non completate, permettendo alle istituzioni di valutare le cause delle interruzioni e pianificare eventuali interventi di recupero o rifinanziamento.
La disciplina dell’anagrafe delle opere incompiute si fonda su specifiche disposizioni legislative nazionali, che definiscono le modalità operative per la redazione e l’aggiornamento dell’elenco. La normativa stabilisce che l’anagrafe sia suddivisa in due sezioni principali: una relativa alle opere di interesse nazionale e una dedicata a quelle di interesse regionale o locale. Tale distinzione consente una classificazione più precisa e funzionale delle opere, in base al livello amministrativo competente, e garantisce la modulazione delle opere a seconda del proprio territorio di appartenenza.
Le Regioni svolgono un ruolo fondamentale nella gestione dell’anagrafe, in quanto sono responsabili della raccolta e trasmissione dei dati relativi alle opere incompiute presenti sul proprio territorio. Nel caso della Regione Campania, l’Osservatorio regionale dei contratti pubblici coordina le attività di monitoraggio e richiede agli enti competenti la comunicazione annuale delle opere incompiute. Tali comunicazioni devono essere effettuate secondo precise scadenze e modalità operative, spesso attraverso piattaforme digitali dedicate.
In particolare, le amministrazioni sono tenute a trasmettere i dati tramite il programma triennale dei lavori pubblici, che include una specifica sezione dedicata all’elenco delle opere non completate che offrirà la possibilità di inviare il report alla banca dati nazionale. La redazione dell’elenco delle opere incompiute segue criteri standardizzati, definiti dalla normativa nazionale. Ogni opera deve essere descritta attraverso una serie di informazioni dettagliate, tra cui: soggetto responsabile (stazione appaltante); stato di avanzamento dei lavori; costi sostenuti e risorse necessarie per il completamento; livello di fruibilità dell’opera; eventuale utilizzo parziale o ridimensionato.
Salvatore Riela 18/03/2026 0
La Campania sostiene le famiglie per ridurre le rette degli asili nido
La Regione Campania ha pubblicato un nuovo avviso pubblico dedicato alle famiglie con bambini piccoli: si tratta dei voucher per l’accesso agli asili nido per l’anno educativo 25/2026, un contributo economico pensato per ridurre il peso delle rette a carico dei genitori con redditi medio-bassi. L’iniziativa rientra nelle politiche regionali di sostegno alla famiglia e di promozione dei servizi per la prima infanzia, con l’obiettivo di favorire la conciliazione tra vita familiare e lavoro e garantire pari opportunità educative ai bambini nei primi anni di vita, a prescindere dalle possibilità economiche della famiglia.
L’avviso prevede l’assegnazione di voucher destinati alle famiglie residenti in Campania con figli con età compresa tra 0 e 36 mesi. Il contributo è finalizzato all’abbattimento delle rette per la frequenza degli asili nido, sia pubblici sia privati autorizzati. Possono presentare domanda le famiglie residenti in Campania, comprese quelle monogenitoriali, che abbiano uno o più figli di età compresa tra 0 e 36 mesi. La richiesta deve essere inoltrata dal genitore del minore (nato, adottato o in affido).
Tra i requisiti fondamentali il possesso di un ISEE che rientri nelle soglie previste dall’avviso. L’importo del voucher, infatti, viene modulato proprio in base alla situazione economica della famiglia: più basso è l’ISEE, maggiore sarà il sostegno. Il voucher regionale copre diverse voci di spesa legate alla frequenza dell’asilo nido. In particolare, può essere utilizzato per la quota di iscrizione annuale; le rette mensili di frequenza; eventuali buoni pasto, se non inclusi nella retta; servizi sia a tempo pieno sia a tempo parziale. L’obiettivo è ridurre i costi e di proporzionare le spese in maniera equa tra le famiglie che decideranno di presentare domanda.
L'istanza va inoltrata online, attraverso la piattaforma digitale messa a disposizione dalla Regione Campania. Per l’anno educativo 25/2026, la piattaforma per l’invio delle domande è stata aperta dal 9 marzo 2026 e resterà attiva fino al 23 aprile 2026. Le domande saranno valutate e finanziate fino all’esaurimento delle risorse disponibili.
Salvatore Riela 12/03/2026 0
Segnali incoraggianti dal nuovo report sulla brucellosi in Campania
La lotta alla brucellosi bufalina in Campania registra risultati incoraggianti. Secondo l’ultimo report pubblicato dalla Regione, la situazione epidemiologica mostra un significativo miglioramento rispetto agli anni precedenti, segnando un cambio di scenario per uno dei problemi sanitari più complessi che ha interessato la zootecnia regionale. Il documento evidenzia un calo dei focolai e un progressivo contenimento della diffusione della malattia negli allevamenti, in particolare nelle aree che in passato erano state maggiormente colpite.
La brucellosi rappresenta una patologia infettiva che colpisce soprattutto gli allevamenti di bufale, con conseguenze rilevanti sia per la salute animale che per l’economia agricola, considerando il peso della filiera bufalina nella produzione agroalimentare campana. I risultati positivi sono frutto di un lavoro coordinato tra Regione, servizi veterinari ASL, istituti zooprofilattici e autorità nazionali. Le attività hanno riguardato controlli sanitari più frequenti negli allevamenti, monitoraggi epidemiologici mirati e interventi tempestivi nei casi sospetti o confermati. In parallelo sono stati rafforzati anche i protocolli diagnostici e le indagini epidemiologiche per individuare con maggiore precisione i focolai e limitare la diffusione dell’infezione.
Il miglioramento della situazione sanitaria rappresenta una notizia particolarmente importante per la Campania, dove l’allevamento bufalino costituisce una delle colonne portanti del commercio agricolo e agroalimentare. La produzione di latte di bufala e dei suoi derivati, tra cui la mozzarella, è infatti uno dei simboli del Made in Italy e un elemento chiave dell’economia locale.
Nonostante i dati incoraggianti, le istituzioni sottolineano che l’attenzione deve restare alta. Il percorso verso l’eradicazione completa della brucellosi bufalina richiede un impegno costante e la prosecuzione delle misure di sorveglianza sanitaria in tutto l'anno corrente. L’obiettivo delle autorità sanitarie è ridurre progressivamente la presenza della malattia fino ad arrivare a livelli prossimi allo zero, mantenendo costanti i risultati già raggiunti. Il nuovo report rappresenta un passaggio importante in questo percorso, dimostrando che le strategie adottate stanno producendo effetti concreti e offrendo prospettive positive per il futuro della sanità campana.
Salvatore Riela 04/03/2026 0
Parità di genere, il report sul personale nelle aziende in Campania
Nel quadro delle politiche per la parità di genere nel lavoro, il Rapporto sulla situazione del personale maschile e femminile rappresenta uno strumento fondamentale di analisi e monitoraggio. Anche per il biennio 2024-2025, le aziende campane con oltre 50 dipendenti sono chiamate a presentare i dati relativi alla composizione del proprio organico, offrendo così una fotografia aggiornata delle dinamiche occupazionali regionali.
Il Rapporto consente di esaminare la distribuzione di uomini e donne nei diversi livelli professionali, nei contratti applicati, nelle posizioni dirigenziali e nelle progressioni di carriera all'interno delle strutture in cui operano. L’obiettivo non è soltanto rilevare la presenza numerica dei generi, ma comprendere eventuali squilibri nelle opportunità di crescita, nella stabilità contrattuale e nell’accesso ai ruoli di responsabilità.
Nell'ambito campano, l’analisi dei dati conferma come la partecipazione femminile al mercato del lavoro resti inferiore rispetto a quella maschile, in particolare nei settori a maggiore intensità tecnologica. Permane inoltre una concentrazione più elevata di lavoratrici nei comparti dei servizi, dell’istruzione e dell’assistenza, ambiti storicamente caratterizzati da livelli retributivi mediamente più bassi e minori prospettive di avanzamento di grado.
Il biennio 2024-2025 evidenzia tuttavia segnali di progressiva attenzione da parte delle imprese verso politiche di inclusione e valorizzazione del talento femminile. Cresce l’interesse per strumenti come la certificazione della parità di genere, i piani di welfare aziendale e le misure di conciliazione tra vita professionale e familiare, grazie anche ai contributi presentati dalla Regione in favore di donne con figli a carico e così via. Il Rapporto non rappresenta un mero adempimento formale, ma costituisce una base conoscitiva essenziale per orientare le politiche pubbliche regionali e le strategie aziendali.
La disponibilità di dati comparabili nel tempo permette infatti di valutare l’efficacia delle azioni intraprese e di individuare ambiti in cui intervenire con maggiore incisività. In una regione come la Campania, dove il tasso di occupazione femminile resta al di sotto della media nazionale, il monitoraggio sistematico delle differenze di genere assume un valore strategico. Promuovere pari opportunità significa non solo garantire equità sociale, ma anche rafforzare la competitività del sistema produttivo regionale, valorizzando pienamente le competenze e il potenziale di tutte le risorse umane, a prescindere dal genere.
Salvatore Riela 27/02/2026 0
Campania, avviso esplorativo per attrarre investimenti in Data Center
La Regione Campania ha pubblicato un avviso esplorativo, non vincolante, finalizzato a individuare opportunità localizzative sul territorio per la realizzazione di investimenti nel settore dei data center. Si tratta di un’iniziativa strategica, volta a rafforzare l’attrattività della Campania nel panorama dell’economia digitale, favorendo l’insediamento di infrastrutture tecnologiche di nuova generazione.
L’avviso, come detto, ha carattere esplorativo: l’obiettivo è raccogliere manifestazioni di interesse da parte di soggetti pubblici e privati che dispongano di aree o immobili potenzialmente idonei alla realizzazione di data center. Questi ultimi rappresentano infrastrutture fondamentali per l’archiviazione, l’elaborazione e la gestione dei dati digitali. Sono il cuore dei servizi cloud, delle piattaforme digitali, delle reti aziendali e dei servizi pubblici online. La loro diffusione è strettamente collegata allo sviluppo tecnologico e alla competitività dei territori e alla promozione dell’imprenditoria digitale tra i giovani della Regione.
L’avviso è rivolto a: Enti pubblici, Proprietari privati, Società, Soggetti che dispongano di immobili o terreni idonei. Le proposte devono essere presentate attraverso lo sportello telematico regionale, utilizzando strumenti di identità digitale (SPID, CIE, CNS). Le domande per la presentazione possono essere inserite entro il 15 Marzo 2026. L’iniziativa rientra in una più ampia strategia di promozione territoriale volta ad attrarre investitori nazionali e internazionali interessati al settore tecnologico.
L’insediamento di data center sul territorio regionale potrebbe generare diversi benefici: Rafforzamento dell’infrastruttura digitale, Incremento dell’occupazione qualificata, Sviluppo di competenze tecnologiche avanzate, Crescita dell’indotto economico locale, Maggiore attrattività per imprese innovative. Inoltre, uno dei benefici illustrati dai vertici del progetto sarebbe quello di gestire il lavoro aziendale attraverso un sistema digitale di condivisione e gestione dei file di lavorazione, conservandone una copia in maniera preventiva.
In un’epoca in cui la trasformazione digitale è sempre più centrale nel mercato del lavoro, iniziative di questo stampo rappresentano un passo importante verso la modernizzazione e il consolidamento del ruolo della Campania nel settore dell’innovazione tecnologica, in modo da offrire alle imprese che operano sul territorio regionale i mezzi necessari per rimanere al passo con l’avanzamento del digitale.
Salvatore Riela 20/02/2026 0
Campania, contributi per il supporto alla gestione dei beni confiscati 2024
La Regione Campania ha disposto l’ammissione a finanziamento dei progetti presentati nell’ambito dell’avviso pubblico dedicato al supporto alla gestione dei beni confiscati alla criminalità organizzata, annualità 2024. Si tratta di un intervento volto a sostenere concretamente enti e soggetti del territorio impegnati nel riutilizzo sociale di immobili e patrimoni sottratti ai circuiti illegali, in modo da contrastare i disagi causati dalla criminalità organizzata.
I beni confiscati alla criminalità rappresentano un simbolo forte della presenza dello Stato sul territorio. Tuttavia, il loro valore non è solo simbolico: questi immobili possono diventare spazi di aggregazione, presidi sociali, laboratori di inclusione e opportunità di lavoro. L’intenzione è quella di trasformare un punto debole del territorio campano in un punto di forza, capace di sostenere l’inclusione nel mondo del lavoro. Affinché ciò avvenga, è fondamentale che i soggetti assegnatari dispongano degli strumenti e delle risorse necessarie per gestirli in modo efficace. Proprio per questo, la Regione ha previsto un sostegno economico destinato a rafforzare la capacità organizzativa e operativa di chi già opera su questi beni.
L’avviso relativo all’annualità 2024 ha definito criteri e modalità per la concessione dei contributi. I beneficiari sono soggetti che hanno ricevuto in concessione beni confiscati assegnati agli enti territoriali e che li utilizzano per finalità sociali, culturali ed educative. A seguito della valutazione delle proposte presentate, la Regione ha approvato l’elenco dei progetti ammessi a finanziamento. Questo passaggio rappresenta la fase conclusiva dell’iter amministrativo, avviato con la pubblicazione dell’avviso, e consente ora ai beneficiari di procedere alla sottoscrizione degli atti di concessione.
Con l’ammissione, i soggetti potranno avviare le attività previste nei rispettivi progetti, utilizzando le risorse assegnate per garantire una gestione efficace e sostenibile dei beni confiscati. Il sostegno alla gestione dei beni confiscati non è soltanto un intervento economico, ma una scelta strategica. Trasformare un bene sottratto alla criminalità in uno spazio aperto alla collettività significa restituire valore al territorio, generare fiducia nelle istituzioni e promuovere un modello di sviluppo fondato sulla legalità.
Salvatore Riela 10/02/2026 0
A San Valentino nel salernitano una kermesse con 300 gatti di razza
Capaccio Paestum, località a sud di Salerno, si prepara ad accogliere uno degli appuntamenti più curiosi e internazionali del calendario regionale 2026: il Paestum Cat Show - Love Edition, in programma il 14 e 15 febbraio 2026 presso il NEXT. L’evento, organizzato dall’Associazione Nazionale Felina Italiana (ANFI) - sezione Campania, rappresenta una delle principali esposizioni feline del Sud Italia e si inserisce nel circuito ufficiale delle competizioni riconosciute a livello europeo.
La manifestazione vedrà la partecipazione di oltre 300 gatti di razza provenienti da tutta Europa, valutati da giudici internazionali secondo gli standard ufficiali ANFI/FIFe. Un’occasione unica per il pubblico di ammirare esemplari rari e spettacolari, dal maestoso Maine Coon al Persiano, dal Ragdoll al Sacro di Birmania, fino alle razze orientali e a pelo corto più pregiate. Il tema scelto per l’edizione 2026, “Love Edition”, richiama simbolicamente il fine settimana di San Valentino e intende celebrare il legame tra esseri umani, animali e territorio.
Oltre al valore espositivo, il Paestum Cat Show assume una rilevanza significativa anche sul piano turistico e culturale. La scelta della location di Paestum, sito archeologico patrimonio UNESCO, contribuisce a rafforzare il connubio tra eventi tematici e valorizzazione del patrimonio storico-artistico salernitano e campano. Inoltre, l'evento intende trasmettere un obiettivo preciso: il contrasto all'abbandono degli animali e l'incentivo alla apertura di centri di accoglienza per animali randagi.
L’evento prevede non solo le competizioni ufficiali, ma anche momenti divulgativi e attività per il pubblico, con l’obiettivo di promuovere la cultura del benessere animale, la conoscenza delle razze e il rispetto degli animali domestici. In questo contesto, il Paestum Cat Show rappresenta un esempio di turismo esperienziale, in cui l’evento fieristico diventa occasione di educazione, intrattenimento e insegnamento del mondo animale. In un contesto regionale sempre più orientato alla promozione integrata del territorio, il Paestum Cat Show 2026 si configura come un esempio emblematico di evento tematico ad alto valore aggiunto, che contribuisce a rafforzare l’immagine della Campania come regione dinamica, aperta ai grandi circuiti internazionali e capace di offrire esperienze diversificate e innovative ai visitatori.
Salvatore Riela 04/02/2026 0
Campania, per contrastare gli incendi boschivi si punta a formare i DOS
In base alle statistiche ISTAT sugli incendi boschivi, che hanno distrutto quasi 6000 ettari di territorio in Campania, la Protezione Civile regionale ha deciso di adoperarsi affinchè il tasso di roghi cali. Nello specifico, l’assessora Fiorella Zabatta, durante un’intervista, ha dichiarato che durante l’anno corrente sarà data la possibilità ai dipendenti di diventare Direttori delle Operazioni di Spegnimento (DOS).
Oltre il 90% degli eventi è avvenuto nel periodo di "grave pericolosità" dichiarato dalla Regione (15 giugno - 15 ottobre), spesso a causa di abbruciamenti fuori norma di residui agricoli o negligenza dei cittadini. E’ stata avviata anche la promozione di corsi antincendio rivolti alle aziende, con l’obiettivo di formare i dipendenti che ne prenderanno parte, in modo da insegnare loro le basi sul comportamento da attuare in caso di incendio. "Il primo step per abbassare la percentuale di incidenti del genere - spiega il Governatore Fico - è rappresentato dalla sensibilizzazione e dalla formazione".
L’invito dell’assessora Zabatta fa trasparire proprio l’impegno che l’amministrazione regionale ha investito sulla tutela dell’ambiente, degli animali e del territorio. Quanto più precocemente i cittadini vengono formati, tanto più il tasso di incendi boschivi in Campania tenderà a diminuire. "Possono diventare DOS - fa sapre Zabatta - i dipendenti degli uffici tecnici, gli appartenenti alla Polizia municipale e i componenti dei Centri Operativi Comunali: avere DOS di prossimità significa poter garantire un immediato intervento di contrasto".
Stando a quanto indicato sulla piattaforma ufficiale della Protezione Civile, la scuola "Ernesto Calcara" promuoverà corsi sostenuti da professionisti del settore: i corsi - viene specificato - hanno una durata di due settimane, si svolgono in presenza dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 17, e prevedono un esame finale. Il superamento consente il rilascio di un attestato che abilita all’impiego operativo in caso di incendio boschivo.
Salvatore Riela 28/01/2026 0
Al Vinitaly 2026 il meglio della produzione vinicola della Campania
Anche quest’anno, la fiera del vino più famosa d’Italia si prepara ad ospitare le eccellenze vinicole di tutto il territorio nazionale, in particolar modo campano. La 58esima edizione del Vinitaly si terrà a Verona dal 12 al 15 aprile 2026 e sarà accompagnata dalla Regione Campania, che manterrà i costi di nolo degli spazi e della progettazione. L’incentivo avrà una natura non finanziaria e figurerà come un sostegno concesso in regime “de minimis” alle attività richiedenti. Tutte le società che intenderanno partecipare dovranno presentare la propria domanda attraverso l’apposito servizio digitale della Regione stessa, che ne valuterà i requisiti.
L’ingresso è possibile per tutte le imprese (senza vincoli per dimensione e tipo di società) aventi sede operativa sul territorio campano e regolarmente iscritte al Registro delle imprese, con un codice Ateco afferente alla produzione e la distribuzione di vini e/o distillati. Inoltre, la società richiedente dovrà essere in possesso di un indirizzo di Posta Elettronica Certificata (PEC) e trovarsi nello stato di regolarità contributiva nel pagamento del diritto annuale camerale (DURC).
La domanda d’iscrizione dovrà essere caricata tra il 20 gennaio alle ore 12:00 e il 09 febbraio tramite il portale digitale, facilmente accessibile attraverso sistemi di identità digitale (SPID,CIE). I documenti di richiesta dovranno essere presentati dal legale rappresentante della società (o associazione) o da un delegato, che allegherà una delega firmata digitalmente dall’amministratore unico o esibirà una firma autografa a cui bisognerà integrare il documento di riconoscimento del delegante.
Il Vinitaly 2026 offre la possibilità di trasmettere e tramandare le tradizioni dell’enologia campana, che si identificano in DOCG come Taurasi e Aglianico del Taburno. Le aziende partecipanti avranno l’opportunità di condividere i propri prodotti con intenditori del campo, ampliando i loro acquirenti sul mercato internazionale.
Salvatore Riela 21/01/2026 0
In Campania oltre il 99,93% di spesa delle risorse PSR 2014-2022
La Regione Campania ha annunciato la chiusura del Programma di Sviluppo Rurale (PSR) 2014-2022 con un risultato di grande rilievo: oltre il 99,93% delle risorse pubbliche disponibili è stato speso, per un totale di circa 2,28 miliardi di euro. Un dato che colloca la Campania tra le prime regioni italiane per efficienza nell’utilizzo del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR). L’amministrazione regionale ha sottolineato come questo traguardo sia frutto di un lavoro coordinato tra istituzioni, uffici tecnici e organizzazioni professionali agricole. La fase di rendicontazione si concluderà entro il 30 giugno 2026, sancendo la chiusura della programmazione.
Parallelamente, è già operativa la nuova programmazione dello sviluppo rurale 2023-2027, che prevede oltre 1,25 miliardi di euro destinati a 37 interventi. Circa il 35% delle risorse sarà dedicato a misure ambientali, con l'obiettivo di sostenere le mancanze dovute ai problemi legati alla sostenibilità dello scorso anno, mentre il 27% finanzierà investimenti produttivi, cooperazione e servizi di consulenza alle imprese agricole. Tra le iniziative previste figurano progetti per la transizione ecologica delle aziende, programmi di formazione per giovani agricoltori, sostegno alla filiera corta e ai mercati locali.
Permangono, tuttavia, forti criticità territoriali nelle aree rurali della Campania. Le zone interne delle province di Avellino e Benevento, ad esempio, soffrono ancora di gravi carenze infrastrutturali: strade secondarie poco manutenute, trasporti pubblici limitati e collegamenti logistici insufficienti. Dal punto di vista digitale, circa il 30% dei comuni rurali non dispone di connessioni a banda larga adeguate, rendendo difficile l’accesso ai servizi online e all’agricoltura di precisione.
Sul piano demografico, oltre il 45% della popolazione agricola ha più di 60 anni, mentre solo il 12% delle aziende è guidato da under 40, segno di un ricambio generazionale ancora debole. L'inclusione dei giovani nel mondo del lavoro, attraverso incentivi all'occupazione e sostenibilità culturale, è uno degli obiettivi del nuovo Governo regionale. "Le nuove politiche - spiega il Presidente Fico - dovranno trasformare le risorse economiche in sviluppo reale, rafforzando infrastrutture, servizi digitali e attrattività dei territori rurali".