81 articoli dell'autore Andrea Montinaro
Andrea Montinaro 20/08/2026 0
Talankin a Visionnaire26, il cinema civile passa dal FRaC di Baronissi
Baronissi si prepara ad accogliere uno dei nomi più significativi del documentario internazionale contemporaneo. Venerdì 28 agosto, nell’ambito di Visionnaire26, il Museo FRaC ospiterà la proiezione di "Mr Nobody Against Putin", film diretto da David Borenstein e Pavel Talankin, con la presenza in sala dello stesso Talankin per un incontro con il pubblico. La rassegna, in programma dal 22 agosto al 25 settembre, conferma il ruolo del Museo FRaC come spazio culturale che va oltre la semplice programmazione estiva.
Cinema, musica, teatro e confronto pubblico diventano strumenti attraverso cui un luogo della Valle dell’Irno si apre a temi che attraversano il dibattito internazionale. Il film racconta la storia di Pavel "Pasha" Talankin, insegnante e videomaker in una scuola russa. Dopo l’invasione dell’Ucraina, la vita scolastica cambia progressivamente: le lezioni si riempiono di retorica patriottica, aumentano le attività di propaganda e la scuola diventa uno dei luoghi in cui il potere prova a costruire consenso tra i più giovani.
Chiamato a documentare gli eventi ufficiali dell’istituto, Talankin decide di usare la videocamera anche in un altro modo: registrare ciò che accade davvero, trasformando un gesto quotidiano in una testimonianza civile. "Mr Nobody Against Putin" ha ottenuto riconoscimenti internazionali, tra cui il premio al Sundance Film Festival, il BAFTA come miglior documentario e l’Oscar 2026 nella stessa categoria. La presenza del film a Baronissi non è rilevante soltanto per il prestigio dei premi, bensì anche per il significato culturale e sociale dell’iniziativa: portare in un museo territoriale un’opera che parla di scuola, propaganda, libertà e responsabilità individuale.
In questo senso, Visionnaire26 offre una possibilità ulteriore: dimostrare che anche i luoghi culturali di provincia possono diventare spazi di discussione pubblica. Non semplici contenitori di eventi, ma presìdi in cui il cinema aiuta a interrogare il presente, a leggere i conflitti e a capire come le grandi questioni internazionali entrino nella vita quotidiana delle persone. La vicenda raccontata dal documentario parte da una piccola città russa, ma pone domande universali: che cosa accade quando l’educazione smette di essere uno spazio critico? Quale responsabilità ha chi osserva dall’interno un sistema che cambia? E quanto può essere politico un gesto apparentemente semplice come continuare a filmare?
Con la presenza di Pavel Talankin, il FRaC di Baronissi non ospita soltanto una proiezione cinematografica, ma un’occasione di confronto sul valore della testimonianza e sul ruolo della cultura come strumento di consapevolezza. In un tempo in cui le immagini scorrono rapidamente, e spesso si consumano senza lasciare traccia, il documentario ricorda che raccontare può essere ancora una forma di resistenza.
Andrea Montinaro 06/08/2026 0
Salerno perde il primato demografico, non è solo una sconfitta di immagine
Il sorpasso demografico di Giugliano su Salerno non è soltanto una curiosità statistica. È un dato simbolico, certo, ma proprio per questo politicamente e socialmente rilevante. Per anni, Salerno è stata considerata, dopo Napoli, il principale polo urbano della Campania. Oggi quel primato demografico viene messo in discussione da una città dell’area nord napoletana che continua a crescere, mentre Salerno perde residenti.
A luglio, i dati demografici indicavano ancora Salerno davanti a Giugliano per appena 7 abitanti: 125.104 contro 125.097. Un margine minimo, destinato a essere superato alla successiva rilevazione. Secondo gli ultimi dati anagrafici rilanciati dalla stampa locale, il sorpasso si è ormai consumato: Giugliano conta 125.126 residenti e diventa la seconda città campana per popolazione. Il punto, però, non è stabilire quale città occupi il secondo posto in classifica. Il punto è capire che cosa racconta questo dato.
Perché la demografia non misura soltanto quanti abitanti vivono in un territorio. Misura anche la capacità di una città di trattenere persone, generare opportunità, rendere sostenibile il costo della vita, offrire prospettive a chi vorrebbe restare. Salerno, al contrario, viene descritta come una città che si sta progressivamente svuotando e invecchiando, con una crisi demografica che riguarda dinamiche sociali, economiche e urbanistiche. È qui che il dato smette di essere una notizia aritmetica e diventa una domanda sulla città. Salerno continua a raccontarsi attraverso il turismo, le opere pubbliche, il waterfront, la trasformazione urbana, gli eventi e la qualità del paesaggio.
Ma una città può essere attrattiva per chi la visita e, allo stesso tempo, sempre meno accessibile per chi dovrebbe viverci? Il rischio è che Salerno sia sempre più una città bella da attraversare, ma difficile da abitare. Una città in cui i giovani trovano poche opportunità professionali qualificate, le famiglie faticano a sostenere il costo della casa, il mercato immobiliare si orienta sempre più verso rendite e uso turistico, la permanenza diventa una scelta complicata più che naturale. La perdita di residenti non produce effetti soltanto sui numeri dell’anagrafe. Incide sulla vita dei quartieri, sulla tenuta del commercio di prossimità, sulla presenza di bambini nelle scuole, sulla domanda di servizi, sulla composizione sociale della città.
Meno abitanti significa anche meno energia quotidiana, meno ricambio generazionale, meno capacità di costruire futuro. Per questo, il sorpasso di Giugliano non dovrebbe essere letto come una sconfitta d’immagine, ma come un avviso. Il problema non è perdere una posizione nella classifica dei comuni campani, ma perdere abitanti senza interrogarsi abbastanza sulle ragioni per cui una parte della popolazione, soprattutto giovane, sceglie o è costretta ad andare altrove. Una città non resta centrale solo perché inaugura opere o conserva un ruolo amministrativo. Resta centrale se riesce a essere abitabile, accessibile e conveniente per chi vuole costruirci un progetto di vita. Il dato demografico dice questo: Salerno non deve soltanto chiedersi quanti abitanti ha perso, ma perché non riesce più a trattenerli.
Andrea Montinaro 25/07/2026 0
Salerno, la manutenzione è condizione minima della trasformazione urbana
Nelle ultime settimane, a Salerno, il nuovo corso amministrativo "inaugurato" da Vincenzo De Luca ha già messo in fila una serie di interventi e appuntamenti pubblici: l’avvio degli abbattimenti in via Fornari, dove il Comune ha annunciato il recupero di un’area abbandonata e la futura realizzazione di un parco giochi; i lavori per una “nuova” piazza San Francesco; la cerimonia di apertura dei Giochi Europei Universitari in piazza della Libertà; l’inaugurazione dell’Urban Center in via Bastioni; fino alla cerimonia per l’intitolazione di piazza Ugo Marano a Ogliara.
La città che cambia, che si trasforma, che inaugura nuovi spazi e prova a costruire intorno alle opere una narrazione di rilancio urbano. Il punto, però, non è negare il valore dei singoli interventi. Né ridurre ogni cantiere a comunicazione pubblica. La domanda è un’altra: mentre Salerno continua a raccontarsi attraverso ciò che inaugura, quale attenzione viene riservata alla città che i residenti vivono ogni giorno? Accanto alla città delle opere, infatti, esiste una città più ordinaria, meno fotografata e meno celebrata. È quella dei cantieri rimasti aperti troppo a lungo, dei lungomari fragili, degli spazi pubblici consumati.
Il caso più evidente resta piazza Cavour, davanti alla sede della Provincia. In un punto centrale del fronte mare, che dovrebbe rappresentare una delle soglie più riconoscibili della città, Salerno convive da anni con l’eredità di un cantiere incompiuto. Non si tratta soltanto di decoro urbano. Piazza Cavour è un pezzo di lungomare sottratto per anni alla piena fruizione pubblica. È il simbolo di una città sospesa, dove un’opera immaginata come trasformazione ha finito per produrre una lunga ferita nello spazio quotidiano dei cittadini.
A Torrione il discorso assume un’altra forma. Tra l’area del pattinodromo comunale Tullio D’Aragona, il lungomare Tafuri e il tratto di fronte mare nei pressi di Largo Caduti del Monte Serra, la fragilità urbana si misura nel cedimento progressivo di luoghi che dovrebbero appartenere alla vita quotidiana del quartiere. Tra l’autunno 2025 e l’inizio del 2026 si sono registrati nuovi crolli legati all’erosione, alle mareggiate e all’indebolimento della costa, con la conseguente chiusura o interdizione di porzioni di spazio pubblico. Da allora, però, quei luoghi non sono ancora tornati pienamente alla città.
Poi c’è il lungomare Colombo, che rappresenta la manutenzione nella sua forma più ordinaria: verde, panchine, percorsi, pulizia, accessibilità. Nel 2025, residenti e associazioni avevano segnalato condizioni di abbandono, chiedendo interventi in un’area frequentata da bambini, anziani e persone con disabilità, anche per la presenza della spiaggia inclusiva Balnea. Non grandi architetture, dunque, ma condizioni minime di vivibilità. Proprio quelle su cui si misura davvero la qualità di una città. Il problema non è scegliere tra nuove opere e manutenzione. Il problema è capire se la manutenzione venga considerata essa stessa un’opera pubblica.
L’Urban Center, inaugurato in via Bastioni come luogo permanente di studio, ricerca, documentazione e confronto sulla trasformazione urbanistica contemporanea, potrà avere un ruolo utile se non diventerà soltanto il luogo in cui raccontare la città trasformata, ma anche quello in cui discutere la città trascurata. Salerno ha bisogno di guardare con la stessa attenzione gli spazi che già appartengono ai cittadini e che ogni giorno vengono attraversati, usati, evitati o subiti. La manutenzione è la condizione minima della trasformazione urbana.
Andrea Montinaro 16/07/2026 0
Salerno, prove di reinserimento sociale con l'accordo fra Comune e Carcere
A quasi due settimane dalla sottoscrizione del protocollo d’intesa tra il Comune di Salerno e la Casa Circondariale "Caputo", la questione non riguarda più soltanto l’annuncio dell’iniziativa ma la sua concreta attuazione. Il vero banco di prova sarà capire se i lavori di pubblica utilità previsti dall’accordo riusciranno a diventare un effettivo percorso di responsabilizzazione e reinserimento sociale. L’intesa, firmata a Palazzo di Città dal sindaco De Luca e dal direttore dell’istituto penitenziario, Carlo Brunetti, disciplina la collaborazione tra l’amministrazione comunale e la Casa Circondariale per l’impiego di alcune persone detenute in attività utili alla comunità.
Nella prima fase saranno 6 i detenuti coinvolti. Potranno essere impiegati nella manutenzione ordinaria del verde pubblico, nella cura di parchi, aiuole e aree attrezzate, nella pulizia di strade, piazze e marciapiedi, in piccoli interventi su edifici e beni comunali e nel supporto alle attività sociali, culturali e ambientali promosse dall’Ente. Superato il momento della firma, resta però aperta una questione più ampia e delicata: i lavori di pubblica utilità saranno soltanto uno strumento operativo al servizio della città oppure potranno diventare una concreta realizzazione di reinserimento sociale?
Il punto non è soltanto consentire ad alcune persone detenute di uscire temporaneamente dal carcere per svolgere attività utili. La sfida è comprendere se questi percorsi riusciranno a costruire un rapporto diverso tra pena, responsabilità e comunità, offrendo ai partecipanti competenze, continuità e una prospettiva per il futuro. A richiamare la dimensione sociale del tema è Samuele Ciambriello, garante campano delle persone private della libertà personale. "Le carceri italiane - spiega - sono ormai al collasso. I numeri parlano chiaro: a livello nazionale contiamo 64.000 detenuti, 19.000 in più rispetto alla capienza massima delle strutture. In Campania la situazione è altrettanto drammatica, con 8.016 ristretti a fronte di un’eccedenza di ben 2.000 persone".
In questo quadro, il lavoro assume un significato che non può essere ridotto alla semplice utilità materiale dell’intervento svolto. "Chi sbaglia - aggiunge - deve essere privato del diritto alla libertà, ma mai del diritto alla dignità. E la dignità passa inevitabilmente attraverso il lavoro, i progetti socialmente utili, la cultura e l’affettività". È su questo terreno che il protocollo salernitano può assumere un valore più ampio. La manutenzione di un’aiuola, la cura di uno spazio pubblico o il supporto a un’attività sociale non rappresentano soltanto prestazioni pratiche, ma possono diventare occasioni di responsabilizzazione e di restituzione alla comunità. A condizione, però, che siano inserite in un percorso stabile, accompagnato e non episodico. Il rischio, altrimenti, è che iniziative di questo tipo vengano percepite esclusivamente come una forma di manodopera aggiuntiva, destinata al decoro urbano. La sfida è diversa: trasformare il lavoro di pubblica utilità in un ponte tra il carcere e la città, tra l’esecuzione della pena e il ritorno alla vita sociale.
Ciambriello richiama infatti la necessità di costruire un ponte levatoio tra il dentro e il fuori, ricordando esperienze già avviate anche in provincia di Salerno, come quella tra il Comune di Vallo della Lucania e la casa circondariale, oltre ai progetti realizzati nelle province di Caserta e Napoli. Punire non può significare soltanto isolare, ma deve anche voler dire creare le condizioni affinché una persona possa cambiare. "Chi sbaglia - sottolinea Ciambriello - non deve semplicemente pagare, deve poter cambiare". Al centro resta la funzione della pena richiamata dall’articolo 27 della Costituzione: non soltanto una sanzione, ma un percorso che deve tendere alla rieducazione del condannato.
Perché il progetto non rimanga una dichiarazione d’intenti, saranno necessari continuità, tutoraggio e criteri di verifica. Bisognerà valutare quante persone saranno coinvolte nel tempo, quali attività saranno effettivamente svolte, quali competenze potranno essere acquisite e quale forma di accompagnamento verrà prevista al termine dell’esperienza. La firma del protocollo rappresenta, dunque, soltanto il punto di partenza. Da un lato, la città potrà beneficiare di interventi destinati alla cura degli spazi pubblici; dall’altro, il carcere proverà ad aprirsi alla comunità attraverso attività capaci di restituire dignità, responsabilità e prospettiva. La vera misura dell’iniziativa non sarà soltanto il numero degli interventi realizzati, ma la capacità di trasformare questi lavori in un percorso concreto e verificabile. È su questo terreno che Salerno dovrà dimostrare se il reinserimento sociale può superare la dimensione del principio astratto e tradursi in una reale possibilità di cambiamento.
Andrea Montinaro 13/12/2025 0
La Salernitana vince a Picerno al 97°, di Longobardi la rete del sorpasso
Nel penultimo turno di andata e del 2025, la Salernitana vince in rimonta 1-2 a Picerno, scacciando i fantasmi del recente periodo. I granata, avvezzi a ribaltare il risultato parziale, ritrovano il successo dopo quasi un mese. Al "Curcio" non si mette bene per la squadra di Raffaele, che nel primo tempo subisce, senza praticamente replicare, l'iniziativa dei padroni di casa. I lucani corrono, i granata sono fermi e impacciati. Al 40°, Pugliese è libero di calciare dal limite ed insacca l'1-0 per il Picerno, sorprendendo "di rimbalzo" Donnarumma.
Nella ripresa, la Salernitana attacca a testa bassa. Raffaele getta nella mischia tutti gli attaccanti a disposizione. Dopo diverse occasioni clamorose, al 67° il solito Ferrari sigla l'1-1 con una zampata sotto rete su cross di Achik. Al 72°, Gemignani rimedia un doppio giallo e lascia i compagni in 10: il Picerno, di conseguenza, non esce più dalla propria area. Al 97° arriva il vantaggio della Salernitana: cross del solito Achik, Longobardi di testa schiaccia in gol per il tripudio dei tifosi al seguito.
Andrea Montinaro 07/12/2025 0
La Salernitana non si riscatta dopo Benevento, col Trapani soltanto 1-1
Dopo il tonfo di Benevento, non arriva il riscatto della Salernitana, che non va oltre l'1-1 casalingo col Trapani nel 17° turno del campionato di serie C. I granata non riescono ad imporre il proprio gioco, risultando troppo lenti e macchinosi nello sviluppo delle azioni. I siciliani sbloccano il punteggio dopo appena 8 minuti, quando Grandolfo corregge di testa una traiettoria di Ciotti e sorprende Donnarumma.
Il pari della squadra di Raffaele arriva al 34° con una "pennellata" di Anastasio su punizione. Nel finale di tempo, Inglese, ancora a secco, manca la deviazione sotto rete su cross del nuovo arrivato Longobardi. A metà ripresa, i padroni di casa sfiorano il vantaggio con De Boer (tocco a lato da posizione ravvicinata) e con il neoentrato Ferrari, il cui diagonale è respinto coi piedi dal portiere. L'occasione più clamorosa ce l'ha però all'85° Knezovic (altro ingresso in corsa), ma il suo colpo di testa a centro area, su assist perfetto di Liguori, risulta impreciso. Il Catania, vittorioso venerdì sul Crotone, allunga in vetta a +5.
Andrea Montinaro 29/11/2025 0
Salernitana, il sogno cadetto passa da Benevento: grande sfida al "Vigorito"
È piena aria derby in casa Salernitana. I ragazzi di Raffaele, dopo l’inaspettato pareggio casalingo contro il Potenza, andranno in campo lunedì 3 dicembre nel posticipo serale delle 20:30 contro il Benevento. Sfida di altissima classifica tra i primi e secondi della classe, che distano solo di due lunghezze tra di loro, e nella quale entrambe le compagini non vorranno prestare il fianco all’avversario. Per i granata, uscire dal "Vigorito" con un risultato positivo potrebbe essere fondamentale, dal punto di vista psicologico, per continuare al meglio la cavalcata verso la serie B.
Nell’ultimo scontro al vertice, contro il Catania in Sicilia, la Salernitana tornata a casa senza bottino e da allora ha trovato solo due vittorie nelle successive cinque gare, mantenendo comunque stretta con i denti la vetta della classifica, in coabitazione proprio con i catanesi. Un ulteriore passo falso farebbe perdere terreno ai granata, soprattutto dal punto di vista mentale: Raffaele e i suoi ragazzi sono consapevoli dell’importanza di non uscire sconfitti dal derby. C’è da ritrovare una nuova pericolosità offensiva, che nell’ultimo mese sembra essersi affievolita, anche a causa del rendimento non ottimale di alcuni giocatori avanzati. A venire in soccorso della Salernitana è il trend fuori casa, il migliore del campionato assieme al Cosenza ma con una gara in meno: 14 punti in 7 partite giocate, con una sola sconfitta.
Il Benevento, dal canto suo, ha il secondo miglior rendimento casalingo con 19 punti in 7 partite giocate (un match in meno rispetto al Catania, che ha soli tre punti in più). Insomma, lunedì si troveranno contro la migliore squadra fuori dalle mura amiche e potenzialmente la migliore in casa, per una sfida che prende sempre più le sembianze di spartiacque. Raffaele sembra orientato a ripartire da un nuovo 4-4-2 ibrido per assicurarsi più densità a centrocampo e maggiore equilibrio, ma senza perdere la chance di sfruttare al meglio gli attaccanti e le transizioni offensive.
Da valutare le condizioni di Matino e Villa, pesa l’assenza dello squalificato Tascone. Con Matino a disposizione dal primo minuto, il quadro difensivo cambierà i connotati: Coppolaro e Anastasio terzini, Golemic e Matino a formare la difesa a 4, che in fase di costruzione può diventare a 3 con Anastasio che "si alza" da esterno sinistro di centrocampo. Fondamentale in questo senso sarebbe la presenza di Villa, che da esterno alto del 4-4-2 potrebbe all’occorrenza fare anche la mezzala in un centrocampo a 5. Gli altri interpreti in mediana saranno De Boer e Capomaggio. Solito ballottaggio sulla destra tra Ubani e Quirini. In avanti, attacco a due: pronto il tandem Inglese-Ferraris, con l'ex Catania alla ricerca del gol perduto. Quella di lunedì sarà la sfida numero 25 nel Sannio tra Benevento e Salernitana. Il bilancio pende nettamente in favore dei giallorossi, con 12 vittorie. Solo 6 i successi granata, altrettanti i pareggi. La partita tornerà a giocarsi in Serie C a distanza di ben undici anni.
Andrea Montinaro 21/11/2025 0
La Salernitana riceve il Potenza, va sfruttato al meglio il fattore Arechi
Quindicesima giornata. Ci avviciniamo prepotentemente, e senza pause, al giro di boa del campionato di Serie C e finora la Salernitana è lì, prima e sempre sul pezzo. Il disfattismo di agosto sembra essere un lontano ricordo per un ambiente granata che ha finalmente ritrovato entusiasmo, risultati e ambizioni dopo annate buie. Adesso, l’obiettivo è chiaro: tentare di ritornare subito in cadetteria e lasciare al più presto una categoria ostica, dove facilmente si può rimanere impantanati. Prossimo step il Potenza, all’Arechi, domenica alle 17:30.
La vittoria, non senza polemiche, contro l’Altamura ha riportato la Salernitana al primo posto in classifica, dando una risposta importante alle inseguitrici, che hanno compreso di non potersi permettere tanti passi falsi in questa stagione. I tre punti conquistati di rigore all’ultimo minuto, con la trasformazione dagli 11 metri di un Golemic che non ti aspetti, ha riportato il sereno in casa granata, dopo due pareggi a reti bianche nelle precedenti uscite. Ora è importante non fermarsi e sfruttare il fattore Arechi, dove i tifosi hanno finalmente ritrovato il calore di un tempo.
Contro il Potenza, un successo garantirebbe il mantenimento del primato in solitaria e manderebbe un ulteriore messaggio a Benevento e Catania in chiave promozione. Non si può sottovalutare il Cosenza, che sta provando, a fari spenti, ad inserirsi nella lotta a tre con risultati e continuità, che l’hanno condotta al momento a soli 4 punti dalla capolista granata. La squadra di Raffaele non brilla per gioco spumeggiante e occasioni create, soprattutto nelle ultime settimane, ma i 30 punti conquistati finora non possono essere casuali. La Salernitana ha dimostrato carattere, ha vinto le partite che doveva vincere e si è sempre rialzata dai passi falsi che potevano abbatterla.
Pochi dubbi per mister Raffaele in vista della gara contro il Potenza. L’ormai recuperato De Boer scalpita per una maglia da titolare, dopo i 180 minuti passati in panchina senza subentrare. Una sua titolarità potrebbe anche permettere a Tascone di riposare, l'olandese comporrebbe un centrocampo a due con Capomaggio. Non è da escludere, però, l’utilizzo del centrocampo a tre, proprio con De Boer al posto Di Vico, titolare contro l’Altamura. Villa, a disposizione già settimana scorsa, è ancora incerto di partire dal primo minuto. Per il resto, la formazione non si discosterà da quella vista in Puglia. Ballottaggio solo per il partner d’attacco di Inglese, tra Ferraris e Ferrari.
Andrea Montinaro 14/11/2025 0
Due partite a secco per la Salernitana, ad Altamura è d'obbligo vincere
La Salernitana non si ferma davanti alla sosta nazionali e scenderà in campo domenica alle 14:30, contro l’Altamura, per tornare alla vittoria e dimostrare come i due rallentamenti contro Latina e Crotone siano solo due incidenti di percorso. I granata hanno perso il primato in classifica e hanno lasciato il posto al Catania, al momento leader con 28 punti contro i 27 della squadra di Raffaele e i 26 del Benevento, terzo. Insomma, è tutto apertissimo e tutto lascia presagire che questa serrata lotta a tre possa davvero continuare fino all’ultima giornata.
Dovrebbe essere tutto esaurito il settore ospiti dello Stadio D'Angelo di Altamura, che domenica ospiterà la Salernitana e 950 tifosi al seguito, che in poche ore hanno terminato i tagliandi a disposizione. L’entusiasmo sembra essere ritornato quello dei bei tempi e questa volta i ragazzi di Raffaele devono rispondere presente e provare assolutamente a ritornare a Salerno con tre punti, che sarebbero di fondamentale importanza. Vincere per rimanere in scia e non perdere il ritmo di Catania e Benevento, sperando in un loro passo falso. Questo è il compito della Salernitana per questa 14esima giornata di Serie C.
La difesa, nelle ultime cinque gare, sembra essere stata finalmente registrata (solo 3 gol subiti e tre "clean sheet") e ha fatto toccare con mano il miglioramento di quella che era una criticità di questa Salernitana: la squadra non sembra più dare quella sensazione di fragilità e vulnerabilità, tangibile anche nelle partite nelle quali i granata davano l’impressione di essere in controllo del risultato. L’altro lato della medaglia è un attacco che ha risentito di questo maggiore “equilibrio” e che ha sparato a salve nelle ultime due uscite (non segna da 194 minuti), riportando a referto solo 3 gol nelle ultime 5 giornate. Pochi.
Per trovare soluzione, il mister sembra orientato a schierare un doppio trequartista dietro l’unica punta Inglese per la trasferta di Altamura. Ferraris e Liguori sembrano essere i profili adatti per dare maggiore estro e fantasia alla scarna fase offensiva delle ultime uscite e più garanzia di palloni puliti per Inglese, che si riconferma titolarissimo nello scacchiere di Raffaele, nonostante un rendimento ultimamente non all'altezza.
In porta, inamovibile Donnarumma. Il terzetto difensivo sarà sottoposto a modifiche, visto l’ennesimo problema di Cabianca: Matino favorito su Coppolaro dal primo minuto, uno dei due affiancherà Golemic e Anastasio. Dovrebbe farcela Villa dopo il grande spavento contro il Crotone, mentre a destra è ballottaggio aperto tra Ubani, Quirini e Achik. In mezzo, complicato pensare ad una mediana diversa da quella formata da Capomaggio e Tascone.
Andrea Montinaro 31/10/2025 0
Salernitana a Latina con umiltà e compattezza per proseguire la marcia
La strada è tracciata, ora bisogna continuare a percorrerla. La Salernitana torna in campo nel match valevole per la 12a giornata del campionato di Serie C e lo farà contro il Latina allo stadio Francioni. Domenica 2 novembre, alle 17:30, i granata andranno alla ricerca della seconda vittoria consecutiva (la quarta nelle ultime cinque partite) e della nona sinfonia di questa stagione che, dopo anni di sofferenze, la sta vedendo finalmente protagonista in positivo. Ad aspettare la Bersagliera un Latina che non sta passando il suo miglior momento e che non vince una partita dallo scorso 3 ottobre, quando riuscì a mettere lo sgambetto al Benevento, altra aspirante al titolo.
La squadra di Raffaele sta vivendo un momento positivo. Al netto dell’inciampo col Catania, squadra ostica e diretta concorrente per la vittoria finale, la Salernitana è prima in classifica in solitaria a 25 punti, a +1 sui siciliani e +3 sui sanniti. Dal terzo posto in giù è stato già creato un mini solco, un gap sicuramente colmabile ma che è già indicativo delle forze in campo in questa stagione. Il +6 sul Cosenza (quarto in classifica) dà forza alla Salernitana e dimostra quanto le ambizioni di promozione diretta possano essere superiori alla sola speranza di arrivare ad un piazzamento playoff.
La rosa è forte, nessuna squadra è perfetta e tutte hanno i loro pregi e difetti, ma la presenza di alcuni giocatori di qualità superiore alla media del campionato (Capomaggio, Inglese, Ferraris, Donnarumma) sta permettendo alla Salernitana di portare con continuità punti in cascina, anche non offrendo prestazioni sempre brillanti. Questa è la C, i singoli fanno la differenza e averne diversi che possono decidere le partite è un plus importante che la Salernitana ha finora sfruttato al meglio.
Come successo già al Benevento, la trasferta laziale da occasione può tramutarsi in trappola, se non affrontata con il giusto atteggiamento e con quella voglia di dimostrare la propria superiorità con umiltà e mai con superbia. I dubbi di formazione per Raffaele sembrano essere pochi. Il rientro di Cabianca è stata la notizia più positiva della settimana: i granata ritrovano il migliore difensore, soprattutto per le sue caratteristiche adatte ad una difesa più alta. Anche Inglese ha lavorato in gruppo tutta la settimana e sarà tra i convocati.
In porta il solito Donnarumma, inamovibile. Golemic e Anastasio, verso la quarta di fila da titolare, sono sicuri del posto. L’altro braccetto dovrebbe essere uno tra Matino, Coppolaro e il recuperato Cabianca, più orientato a partire dalla panchina. Sulle fasce, Ubani dovrebbe vincere il solito ballotaggio a destra con Quirini, mentre Villa rimane padrone della corsia sinistra. In mezzo, Varone è il favorito ad affiancare Tascone, con Knezovic pronto a subentrare a gara in corso. In zona offensiva, difficile non vedere Ferraris e Ferrari, da capire se potrà partire titolare assieme a loro Inglese oppure andrà inserito nella ripresa. In ogni caso, pronto Achik.